Programma

Nostra res agitur: la scienza aperta come questione sociale

22 ottobre 2015

ore 14.30

Saluti delle autorità accademiche

Saluto del presidente

ore 15.00

Jean-Claude Guédon (Université de Montreal), Universal, not Global, science: why Open Access is crucial to the good health of scientific communication.

Since the WWII, the landscape of scientific communication has quietly, yet deeply, changed. The advent of the Science Citation Index in the ’70’s, the growth of commercial publishers, and, finally, the fundamental affordances of digitization and the Internet have converged to create an oligopolistic structure to scientific communication. Scientific communication has thus been globalized in ways that are not all that different from economic globalization. Open Access may be a way to correct this situation, but only if some further conditions are also respected and implemented. The presentation will explore some of these conditions to reach the goal of universality for science.

Giovanni Destro Bisol (Università di Roma “La Sapienza”), The emerging complexity of data sharing: lessons from human genetics and genomics

In this lecture, I present an overview of data sharing dynamics with a focus on Human Evolutionary Anthropology. I will first discuss three different views on Open data: “Share or die”, “I just don’care” and “Tension between secrecy and openness”. Then, I will talk about the complexity surrounding open data dynamics in a relatively small research field, Human evolutionary Genetic and Genomics. Thereafter, I will show some results of empirical studies on the data sharing behavior in human genetics and other scientific disciplines, and describe two cases of good practice (Forensic Genetics and Paleogenetics). Finally, I will discuss the implications of arguments and evidence shown here for the future initiatives of the Associazione Italiana per la Scienza Aperta.

Coffee break

ore 16.45

La ricerca fra filosofia, politica e diritto

Giovanni Salmeri (Università di Roma Tor Vergata), «È un bene comune per tutti». La nascita della filosofia dallo spirito dell’accesso libero.

Giunio Luzzatto (Università di Genova), Disponibilità pubblica dei risultati scientifici versus clausole di segretezza previste in convenzioni di privati con le Università.

Il tema del possibile conflitto tra il principio della disponibilità pubblica dei risultati scientifici e le clausole di segretezza previste nelle intese circa ricerche universitarie svolte per privati non è nuovo. Diviene oggi più rilevante perché, per gli Atenei, i finanziamenti “finalizzati” da privati, che rappresentavano nel 2000 meno del 14% rispetto al totale dei fondi ministeriali (FFO + “finalizzati” MIUR), hanno registrato in dieci anni un peso più che raddoppiato; inoltre tale presenza incide sugli stessi criteri di ripartizione del FFO. Nel presente intervento si presenta il risultato di una indagine, tuttora parziale, circa le modalità con le quali il tema viene toccato nei Codici Etici delle Università, e si suggeriscono sia approfondimenti conoscitivi, sia le possibili linee di una strategia istituzionale.

ore 17.30

Scienza aperta: modelli economici e certificazione

Paola Gargiulo (CINECA), Introduzione.

Stefano Salvia (ADI), Paradossi dell’open access.

Scopo dell’intervento sarà innanzitutto fornire una rapida visione d’insieme delle principali problematiche connesse all’OA nelle differenti modalità attualmente esistenti, per poi discutere più nel dettaglio alcune possibili soluzioni (parziali), tenendo presenti due domande fondamentali: 1) qual è la modalità di pubblicazione ad accesso aperto che al momento un giovane ricercatore dovrebbe preferire, anche in ragione dei criteri con cui attualmente si valuta (non solo in Italia) la qualità della sua produzione scientifica e quindi le sue opportunità di carriera accademica? 2) come valutare la proposta di separare l’attività editoriale delle riviste scientifiche dalla valutazione della qualità degli articoli che pubblicano, da affidare ad un’istituzione terza, pubblica e indipendente?

Pierre Mounier (Cléo), Open Editions.

Ralf Schimmer (Max Planck Gesellschaft Digital Library) Disrupting the subscription journals’ business model for the necessary large-scale transformation to open access.

E.Giglia, (Università di Torino), Report from EU meeting, Bruxelles, October 12th, 2015

Breve riassunto di alcune delle idee chiave emerse durante il Workshop europeo sui modelli alternativi di pubblicazione in Open Access, tenutosi a Bruxelles il 12 ottobre. Partendo da una domanda preliminare, ovvero se questo sistema di comunicazione scientifica sia davvero funzionale agli interessi della scienza, vedremo alcune delle proposte e delle nuove iniziative che tentano di trovare nuovi equilibri alla luce della sostenibilità economica.

Maria Cassella, Enrico Pasini (Università di Torino), Conclusione.

ore 18.45

Strumenti, progetti ed esperienze

Gabriele Gattiglia (Università di Pisa), Aprire l’archeologia. MappaProject e l’archivio Open Data MOD.

23 ottobre 2015

ore 9.00

La ricerca fra filosofia, politica e diritto

Andrea Cerroni (Università di Milano Bicocca), Scienza e democrazia nella Global Knowledge-society del XXI secolo.

Scienza e democrazia sono il binomio istituzionale fondazionale più importante lasciatoci in eredità dall’epoca moderna. Nella misura in cui, però, siamo entrati nella GKS, tanto la scienza quanto la democrazia sembrano segnare il passo di fronte alle difficoltà del loro aggiornamento. Ce se ne può render conto in molti modi, come, ad esempio, confrontando alcuni presupposti evocati dalle attuali politiche della scienza europee (p.es. Horizon 2020) e non europee (p.es. Oecd, Giappone) con evidenze empiriche (stato di salute della scienza contemporanea), prese di posizione pubbliche internazionali (campagna per le Presidenziali statunitensi, Declaration on Research Assessment ecc.) e documenti storici fondativi delle istituzioni in gioco (Università, Unione Europea) che sembrano indicare vie del tutto divergenti in merito al carattere costituzionalmente aperto, pubblico della scienza e della auspicabile società democratica.

Maria Chiara Pievatolo (Università di Pisa), Pubblicare e non perire: per una ricerca senza “prodotti”.

Alla fine del Fedone  Socrate lamenta di non riuscire a far capire a Critone che lui è il Socrate che ora sta discutendo con gli amici e non quello che tra poco vedrà cadavere. Come scriveva Cassirer, il filosofo è colui che sa morire,  superando la vita individuale per partecipare di una conversazione universale. Per questo, mentre il Socrate di Critone è  diventato polvere, quello del Fedone continua a parlarci:  la  ricerca è un processo che non finisce e non una produzione competitiva di statici “prodotti della ricerca’”.
Se a valutare la ricerca ci sono i Critoni,  incapaci di andare oltre le individualità particolari e la materialità delle loro produzioni, è facile  che l’accademia diventi talmente predatoria e truffaldina da far sì che fra il serio studioso e il falsario che inventa i suoi dati ci sia solo una differenza di grado. Ed è anche prevedibile che la transizione verso l’accesso aperto segua la via grigia dell’imposizione amministrativa – almeno finché i ricercatori continueranno ad accettare di farsi trattare come  morti viventi.

Paola Galimberti (Università di Milano), Open Access e ricerca responsabile.

La necessità di giustificare gli investimenti fatti in R&D e le diverse forme che questa necessità ha assunto in Europa e nel nostro Paese (confusione rispetto alle finalità della ricerca, eccesso di burocratizzazione, esasperazione della valutazione quantitativa, uso indiscriminato e spesso scorretto degli indicatori bibliometrici) hanno condotto a comportamenti e pratiche da parte dei ricercatori spesso scorrette. Nell’epoca del publish or perish il tempo a disposizione per il controllo dei dati e dei risultati è sempre meno, così come quello da dedicare alla revisione dei lavori dei colleghi, e spesso preso nei complessi ingranaggi degli avanzamenti di carriera, dei finanziamenti dei progetti, della ricerca del prestigio, il ricercatore sembra dimenticare quale siano gli obiettivi.
La EC fa un richiamo esplicito ai ricercatori e alle istituzioni per un ritorno all’etica della ricerca e nel suo programma Science with and for Society richiama il concetto di Ricerca responsabile.
Una delle azioni attraverso le quali realizzare la ricerca responsabile è certamente l’Open Access, come modalità di disseminazione della ricerca ma anche e soprattutto della trasparenza dei processi (e responsabilità) di valutazione. La finalità ultima è quella di una ricerca che corrisponda ai bisogni e alle aspettative della società, che si fondi sulla collaborazione più che sulla competizione e che individui con chiarezza i suoi reali interlocutori.

Valentina Moscon (Università di Trento), Open science in Italia e in Europa: a che punto siamo?

Coffee break

ore 10.30

Dati aperti, archivi istituzionali

Elena Giglia, (Università di Torino), Open access reloaded.

A che punto siamo a oltre 10 anni dalla Dichiarazione di Berlino? In che modo le due vie dell’Open Access (gli archivi aperti e le riviste) rispondono oggi alle esigenze di chi fa ricerca? Ci sono novità all’orizzonte? Cercherò di offrire un breve panorama, alla luce dei recenti sviluppi a livello europeo, per aprire un confronto utile a trovare insieme nuove strategie e offrire nuovi servizi.

Francesca Di Donato (Net7), Riusare i dati: limiti, possibilità, incentivi.

Quali dati hanno a disposizione i ricercatori in Scienze umane, e come è possibile riusarli? L’intervento affronta la questione da un punto di vista tecnico e politico, e intende suggerire alcune soluzioni e mostrarne, al contempo, i limiti e le possibilità.

Thomas Margoni (University of Stirling), Open Scholarship and Text and Data Mining.

The presentation focuses on the legal framework within which scientists in the field of publication and data management operate. Text and Data Mining (TDM) is used as a paradigmatic example to illustrate the many legal issues that scientists face. Firstly, the talk offers an overview of the rights that are commonly found in the research and scientific environment: copyright, rights related to copyright and database rights as well as other regulatory instruments such as privacy and data protection, public sector information (PSI) and contracts (e.g. terms of use and licences). Secondly, it is argued that these tools are often perceived by scientists as hurdles rather than enablers of their scientific activity, even though some of these rights were originally drafted in order to achieve the opposite goal. To the extent that such a perception is correct it is fair to question whether the identified rights in their current form have failed their mission. Thirdly, a few examples of changes at the legislative, policy and institutional level that could lead to an Open Science model are discussed. Finally, some recommendations are proposed which should be implemented in order to make the mentioned changes effective.

Gabriella Benedetti (Università di Pisa), Arpi e le Linee di indirizzo dell’Università di Pisa sull’accesso aperto. Un lungo percorso appena iniziato.

Il percorso dell’Università di Pisa sul tema dell’Open Access. A oltre dieci anni dall’adesione alla Dichiarazione di Berlino: azioni, reazioni, percezioni. Cosa è cambiato e quali i possibili sviluppi?

ore 11.15

Roberto Caso (Università di Trento), Conclusioni

Le slide e i video degli interventi sono disponibili presso l’archivio Marini

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