Da “Lingua” a “Glossa” – senza Elsevier

Gli editor di Lingua hanno scritto una lettera a Elsevier per chiedere il passaggio della rivista all’accesso aperto, un abbassamento degli APC a non più di 400 euro, la permanenza del copyright nelle mani dell’autore, il trasferimento gratuito della proprietà della testata al gruppo dei redattori e la facoltà di cambiare editore con un preavviso di sei mesi, nonché una licenza cc-by per tutti gli articoli pubblicati da quel momento in poi.

Elsevier si è rifiutata, attribuendo a se stessa, a quanto pare falsamente, il merito di aver fondato e portato la rivista alla sua attuale autorevolezza, e dichiarando di non potersi permettere di rinunciare al suo investimento.

Gli editor le hanno risposto dimettendosi in massa per fondare Glossa. Il loro gesto sta  ricevendo numerosi appoggi: qui, per esempio, si può leggere la dichiarazione dell’APLU; questa, invece, è una petizione promossa da LingOA. L’interesse degli autori a essere letti, l’interesse dell’umanità a leggerli, deve  – e può – prevalere sull’interesse degli oligopoli editoriali a un profitto sempre più sproporzionato rispetto ai servizi che offrono.

Un  resoconto della copertura mediatica della vertenza può essere trovato qui. La replica di Mike Taylor all’affermazione di Elsevier per la quale APC di 400 euro non sarebbero sostenibili merita però di essere letta integralmente.

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