L’ANVUR, gli UFO e la tassonomia delle riviste Open Access

Qualche giorno fa si è aperta la procedura denominata Richiesta di revisione del giudizio sulle riviste scientifiche utilizzate ai fini dell’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN).

Attraverso questa procedura le redazioni (il direttore responsabile o l’editore) possono chiedere che la rivista venga classificata come scientifica, oppure che la rivista venga considerata di fascia A o se di fascia A per un settore, che questa qualifica sia estesa ad altri settori.

Le informazioni raccolte attraverso questa procedura servono ad inquadrarla per il Gruppo di lavoro riviste e libri scientifici che dovrà classificarla come di fascia A o scientifica.
Le domande poste alle redazioni sono molte. Ecco l’elenco delle tematiche affrontate:

  • Introduzione
  • Sezione iniziale
  • A. Dati della rivista
  • B. Richiesta di revisione
  • C. Accertamento della revisione
  • D. Regolarità della pubblicazione
  • E. La composizione degli organi della riviste
  • F. Accessibilità dei contenuti
  • G. Apertura internazionale
  • H. Motivazioni della richiesta di riesame

Sulla mailing list OA-Italia Elena Giglia ha sollevato un problema relativo alla tassonomia delle riviste Open Access, che merita di essere ripreso.

Stupisce innanzitutto che nella parte dedicata ai dati della rivista (titolo, ISSN, Editore, indirizzo ecc.)  vi sia la domanda sulle modalità di disseminazione della rivista, che sarebbe più corretta se inserita nel punto F (accessibilità dei contenuti).
Ma vi è di più. Ecco la confusa e maldestra domanda in cui si imbatte la malcapitata redazione:

Rivista pubblicata in Open Access?
Per una definizione più dettagliata di Open Access Journal – “gold” e Open Access repositories – “green”, si rimanda ai seguenti link:
http://road.issn.org/en/contenu/resources-about-oa#.WBmqWeDhCUk
http://legacy.earlham.edu/~peters/fos/overview.htm

  • Nessuna risposta
  • Una rivista Open Access (Open Access Journal – “gold”).
  • Una rivista Open Access sul modello degli Open Access repositories  (Open Access repositories – “green”).
  • Una rivista NON Open Access
  • Altro

Il quesito prevede che si possa evitare di rispondere spuntando l’opzione “Nessuna risposta”, il che risulta singolare perché una rivista o è Open Access, o è closed access, o è ibrida, cioè pubblica sia contenuti ad accesso chiuso sia contenuti ad accesso aperto; ma allora “Nessuna risposta” è una ipotesi impossibile.

ANVUR, inoltre, introduce una distinzione macroscopicamente errata fra riviste gold Open Access e riviste green Open Access. È bene ricordare che non esistono riviste green Open Access. Infatti, con questa espressione si intende  fare riferimento agli archivi istituzionali o disciplinari che pubblicano preprint o ripubblicano postprint o versioni editoriali quando consentito dal diritto d’autore. In altri termini, gli archivi (green Open Access)  non sono riviste!

Anvur, tuttavia, si spinge – avventurosamente –  oltre, perché prevede che una rivista possa essere anche “Altro” rispetto ad una rivista open access o ad una closed access. Una sorta di UFO nei cieli delle pubblicazioni scientifiche.

Siamo nel 2016; in Europa sono stati lanciati ben due programmi quadro che prevedono l’accesso aperto obbligatorio alle pubblicazioni e da gennaio 2017 anche ai dati. Le definizioni di green, gold e ibrido dovrebbero essere cosa ormai nota a tutti coloro che operano nel mondo della scienza, e anche e soprattutto all’Agenzia nazionale di valutazione che ha fra i suoi compiti quello di classificare le riviste. A questo punto ci si chiede: se manca anche la conoscenza minima di cosa sia l’Open Access e di quali siano le sue manifestazioni, per quale motivo Anvur richiede questa informazione? Che cosa se ne farà il Gruppo libri e riviste? E soprattutto perché questa informazione viene inserita in un luogo logicamente non pertinente, visto che esiste un punto specifico sulla accessibilità? Il fatto che una rivista sia Open Access sarà un elemento positivo o negativo?

L’accesso aperto è conosciuto nel nostro paese, per lo meno da chi fa ricerca: se chi la ricerca la valuta non ne ha la minima cognizione certamente abbiamo un problema.

Infine, quale autorevolezza ha un’agenzia di valutazione che ignora normative e letteratura scientifica concernenti l’oggetto della valutazione?

Paola Galimberti e Roberto Caso

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