“I costi della conoscenza” (Pisa, 9 maggio 2019): slide

Le slide della conferenza  “I costi della conoscenza“,  svoltasi a Pisa il 9 maggio 2019, sono ora disponibili sull’archivio ad accesso aperto in sperimentazione presso l’INFN  www.openaccessrepository.it; i relativi link sono in ogni caso presenti anche nella pagina del nostro sito che ospita il programma dell’evento.

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“I costi della conoscenza” (Pisa, 9 maggio 2019)

“Imagine that an alternative system were fully established and see whether you can mount a convincing argument for switching to what we have now, where all the valuable commentary would be hidden away and we would have to pay large sums of money to read each other’s writings.”

Timothy Gowers, 2017

9 maggio, ore 15-18

Simone Capaccioli (direttore del Centro per l’Integrazione della Strumentazione dell’Università di Pisa, Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa), Introduzione

Paola Galimberti (responsabile dell’Archivio Istituzionale della Ricerca AIR dell’Università di Milano), Conoscere per decidere: gli atenei di fronte alle sfide dell’apertura

Emma Lazzeri (OpenAIRE National Open Access Desk, CNR-ISTI), Obblighi sull’Open Access e politiche europee: cosa sono, come rispettarli e come trarne vantaggio

Stefano Bianco (INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Laboratori Nazionali di Frascati).  Plan S e Accesso Aperto: fra principi, mercato e processi valutativi della ricerca

Mauro Sylos-Labini (Dipartimento di Scienze politiche, Università di Pisa), I ricercatori italiani e l’editoria predatoria

Moderatrice: Maria Chiara Pievatolo (vice-presidente AISA, Dipartimento di Scienze politiche, Università di Pisa)

L’incontro avrà luogo in sala Galilei (stanza 131, Dipartimento di Fisica, edificio C, largo B.Pontecorvo, Pisa).

La conferenza è organizzata dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa e dal CISUP con la collaborazione di AISA.

Locandina: PDF, HTML

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La Société Française de Physique critica l’accordo di COUPERIN con Elsevier

La Société Française de Physique si aggiunge al numero di quanti hanno preso posizione contro l’accordo del consorzio francese COUPERIN con Elsevier. Il suo comunicato ne denuncia i limiti in questi termini:

  1. “L’accesso aperto non sarà né completo né immediato. Sarà attuato con un sistema abbastanza oscuro proposto da Elsevier (detto “dark archive” nel modello d’accordo), presentato però come una progressione “verde” verso l’accesso libero. In realtà la progressione consiste nel lasciare in seno alla casa editrice il manoscritto accettato fornito dagli autori (postprint) per due anni prima di fargli alimentare il nostro archivio istituzionale HAL, aperto a tutti” – sulla base di una interpretazione piuttosto “opportunista” della legge sul diritto di ripubblicazione vigente in Francia.
  2. “La formula pattuita che mescola abbonamento e APC è indiscutibilmente in contraddizione con gli obiettivi del piano nazionale per la scienza aperta e del Plan S. Essa infatti promuove una soluzione ibrida che sarebbe compatibile col Plan S solo entro un contratto di trasformazione (“transformative agreement “) verso un modello sostenibile di accesso aperto”, molto diversa dal modello “Publish and read” propugnato dal Projekt DEAL tedesco.

Il comunicato della SFP aggiunge che l’accordo concluso da COUPERIN, infrangendo la solidarietà europea con l’accettazione di una licenza nazionale ibrida rafforza la posizione di Elsevier e immobilizza la Francia per ben quattro anni, in un momento in cui le relazioni con gli editori stanno profondamente cambiando ed è ormai chiaro che dei piccoli aggiustamenti del modello esistente non sono sufficienti a realizzare una transizione all’accesso aperto piena e sostenibile.

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Accordo fra il consorzio francese COUPERIN e Elsevier

Il consorzio francese COUPERIN ha concluso un accordo quadriennale con Elsevier. Secondo l’associazione CAPSH, nonostante qualche sconto, inferiore a quanto inizialmente richiesto, su abbonamenti e APC, che rimangono compresenti, sono particolarmente discutibili i patti sull’autoarchiviazione, la cui artificiosa complessità può apparire pensata per neutralizzare gli effetti del diritto di ripubblicazione riconosciuto dalla legge  francese in vigore. Vale davvero la pena – si chiede CAPSH –  rompere il fronte di resistenza composto da Germania, Svezia, Norvegia e Ungheria in cambio di simili condizioni?

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Plan S: Open Science, Open Access e FAIR data (Pisa, 8-9 maggio 2019)

La Biblioteca dell’Area della Ricerca del CNR di Pisa, con il sostegno del Nodo Italiano RDA, del National Open Access Desk di OpenAIRE e dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo” organizza un incontro-dibattito “Plan S – dai principi all’implementazione” e il corso un corso dedicato a “Open Access, Open Science e FAIR data”:

I programmi completi dell’incontro e del corso sono disponibili qui. La partecipazione è aperta a tutti e gratuita, ma occorre annunciare la propria presenza con una registrazione.

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Un nuovo accordo di transizione verso l’open access fra MPG e ACS

La Max Planck Gesellschaft ha concluso con l’American Chemical Society un accordo quadriennale di transizione per spostare il suo sistema di pubblicazioni dall’abbonamento all’accesso aperto. In particolare, i ricercatori della MPG non solo avranno accesso in lettura alle riviste ACS, ma potranno pubblicarvi articoli ad accesso aperto pieno e immediato senza la necessità di pagamenti diretti da parte loro. I dettagli dell’accordo al momento pubblici sono visibili qui.

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Direttiva “Diritto d’autore nel mercato unico digitale”: le raccomandazioni di voto di LIBER

Il 22 marzo 2019 l’associazione delle biblioteche di ricerca europee LIBER ha reso pubbliche le sue raccomandazioni sulla direttiva europea sul diritto d’autore che sarà sottoposta al voto del parlamento europeo la prossima settimana, suggerendo di approvarne il testo ma di respingere gli articoli 11 e 13 (ora rinumerati come 15  e 17):

In common with many library and educational bodies with whom we closely collaborate, we urge MEPs to vote for the Directive but reject both Articles 11 and 13.

[Insieme a molti enti bibliotecari e didattici con cui collaboriamo strettamente, esortiamo i parlamentari europei a votare a favore della direttiva ma a respingere l’articolo 11 e l’articolo 13.]

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