Pisa, 23 marzo 2017: “La scienza aperta contro la mercificazione dell’università”

Il 23 marzo 2017,  alle ore 17.15,  il professor Roberto Caso terrà una conferenza dal titolo La scienza aperta contro la mercificazione dell’università.

La conferenza,  che appartiene al ciclo “Politica e Sapienza”,  si svolgerà presso l’aula B2 del polo universitario Piagge, in via Matteotti 3.

L’università e la ricerca scientifica appaiono sempre più plasmate su modelli aziendali e commerciali. Questa commercializzazione produce un conflitto fra le due anime del diritto d’autore sulle pubblicazioni scientifiche, che viene accentuato dall’assicurazione della qualità e dalla valutazione della ricerca di stampo aziendalistico.
La prima anima  è il diritto di paternità, strumento per il riconoscimento della priorità della scoperta e baluardo della libertà scientifica. La seconda è il diritto economico (riproduzione, distribuzione, comunicazione al pubblico ecc.) che tradizionalmente gli editori ricevono gratuitamente dagli scienziati in cambio della reputazione legata alla sede editoriale. La prima anima è ispirata dall’interesse per il riconoscimento pubblico, la seconda da quello per il profitto privato.
La conferenza illustrerà come la commercializzazione del diritto d’autore scientifico, alterando il rapporto fra queste due anime, distorca (e avveleni)  lo stesso progresso della conoscenza e analizzerà la scienza aperta come alternativa al dominio delle logiche commerciali.

Polo Piagge, via Matteotti, 3

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Nuovo indirizzo del Wiki Italia Open access

Aisa, in collaborazione col Bollettino telematico di filosofia politica, ospita da oggi il Wiki Italia Open access precedentemente raggiungibile all’URL: http://wiki.openarchives.it/. Il nuovo indirizzo è, di conseguenza, il seguente:

http://wikimedia.sp.unipi.it/index.php/OA_Italia

Dopo essere stato per anni ospitato su un server del CASPUR (poi Cineca) si è concordato con Cineca di trasferire i contenuti e affidare i futuri sviluppi del progetto ad AISA essendo le tematiche in linea con le finalità e gli obiettivi dell’Associazione. Ringraziamo Cineca e tutta la comunità che ha partecipato negli anni al progetto al cui sviluppo futuro sono invitati tutti gli interessati, che possono scriverci per ricevere indicazioni su come registrarsi come autori.

Publishing without perishing? La scienza aperta all’epoca della valutazione della ricerca: video

La registrazione video integrale della conferenza  Publishing without perishing? La scienza aperta all’epoca della valutazione della ricerca è ora visibile sul sito MediaEventi dell’università di Pisa. Le registrazioni dei singoli interventi sono anche scaricabili separatamente dall’archivio Marini:

OpenAIRE Workshop “Impact and Measurement of Open Access”, Oslo 14 febbraio

Si terrà a Oslo il 14 febbraio il workshop organizzato da OpenAIRE in collaborazione con CRIStin e ospitato da Oslo and Akershus University College of Applied Sciences (HiOA).
E’ nella tradizione di OpenAIRE organizzare workshop su temi legati all’accesso aperto nelle sue varie articolazioni, lo scorso anno (il sesto workshop) è stato trattato il tema dell’open peer reviewing. Quest’anno al centro dell’attenzione sono le statistiche e gli indicatori per misurare l’accesso aperto ma anche come misurare l’impatto che l’accesso aperto ha sulle comunità di ricerca e in generale sulla società. Si tratta di uno stadio iniziale che offre spunti di riflessione interessanti; lo scopo del workshop è fare il punto della situazione. Diversi i relatori che parteciperanno all’incontro; sono per ora confermati Crossref, l’European Research Council (ERC), Knowledge Exchange, SCOAP3.

Maggiori informazioni sul programma sono disponibili qui.

Chi è interessato a partecipare è tenuto ad iscriversi qui.

I risultati dei workshop saranno condivisi sul sito di OpenAIRE. I materiali dei workshop precedenti sono reperibili qui.

Publishing without perishing? La scienza aperta all’epoca della valutazione della ricerca

Il dipartimento di Scienze politiche dell’università di Pisa ospita, a partire dalle ore 15 del 19 gennaio 2017, una conferenza dal titolo Publishing without perishing? La scienza aperta all’epoca della valutazione della ricerca, con gli interventi di Alberto Baccini (Università di Siena), Roberto Caso (Università di Trento), Giuseppe De Nicolao (Università di Pavia)  e Paola Galimberti (Università di Milano)  e con la partecipazione di Paolo Rossi (Università di Pisa)  in veste di discussant.

La conferenza si svolgerà in aula P2 al polo Piagge, in via Matteotti 3 (Pisa).

Gli abstract delle relazioni sono già stati resi disponibili dagli autori.

Alberto Baccini, Collaborazionisti o resistenti? L’accademia ai tempi della valutazione della ricerca (e della scienza aperta)
Questo intervento tenta di rispondere alla domanda: ma una valutazione massiva della ricerca, come quella sviluppata in Italia con la VQR o nel Regno Unito con il RAE/REF,  serve davvero? Nella prima parte discuto cinque argomenti usati per giustificare esercizi massivi di valutazione ex post della ricerca. Dopo aver mostrato che questi cinque argomenti non sono robusti, tento di spiegare a che serve realmente la valutazione. E suggerisco di abbandonare la retorica dell’eccellenza a favore di quella della solidità della ricerca.

Roberto Caso, Una valutazione (della ricerca) dal volto umano: la missione impossibile di Andrea Bonaccorsi
In un libro recente – La valutazione possibile – Teoria e pratica nel mondo della ricerca, Il Mulino, 2015 – Andrea Bonaccorsi  sostiene, con toni riflessivi e pacati, una tesi che si può condensare nella seguente proposizione: la valutazione è espressione delle norme mertoniane. “Per quanto mi riguarda – scrive Bonaccorsi (p.19) -, non ho difficoltà a partire dal principale modello normativo della scienza moderna dovuto a Robert K. Merton. Nella formulazione più nota, gli scienziati sono universalisti, comunitari, disinteressati e scettici”. Tuttavia, sebbene Bonaccorsi si impegni in una faticosa (e pur interessante)  analisi interdisciplinare nel tentativo di elaborare originali argomenti a favore della propria tesi, offre una lettura distorta e parziale dell’opera mertoniana, tradendone clamorosamente il significato più profondo. L’opera, inoltre, trascura la dimensione giuridica del rapporto tra norme formali poste dallo stato nel processo valutativo e le norme informali della scienza. L’elaborazione di Bonaccorsi è certamente uno dei pochi tentativi della letteratura italiana  di porre un articolato fondamento teorico alla valutazione, come ricorda lo stesso autore senza però interrogarsi a fondo sulla ragione di questa mancanza: essa, però, lascia occultati i reali problemi con i quali si confronta drammaticamente la ricerca italiana: il progressivo disinvestimento statale nella scienza, la produzione di un quadro normativo ipertrofico, contraddittorio e mutevole, la compressione dell’autonomia scientifico-accademica, la burocratizzazione della professione del docente e dello scienziato, e in definitiva l’annientamento dell’etica e delle norme mertoniane della scienza.

Giuseppe De Nicolao, Una rivista ad accesso aperto, senza costi per gli autori e di alta qualità: la storia del “Journal of Machine Learning Research”
«Times have changed. Articles now circulate easily via the Internet, but unfortunately MLJ publications are under restricted access. […] In summary, our resignation from the editorial board of MLJ reflects our belief that journals should principally serve the needs of the intellectual community, in particular by providing the immediate and universal access to journal articles that modern technology supports, and doing so at a cost that excludes no one.» Questa lettera di dimissioni, firmata dalla maggioranza degli editor della rivista Machine Learning (Kluwer ), sancì la nascita del Journal of Machine Learning Research, una rivista open access, subito accreditatasi tra le più qualificate sedi di pubblicazione per le ricerche nel settore del machine learning. Una vicenda che risale al 2000, ma che, ad anni di distanza, non cessa di far discutere. Come quando nel 2011 Kent Anderson (Scholarly Kitchen) mise in dubbio la sostenibilità di riviste open access e senza costi per gli autori. «In my field (computer science) one of the most prominent journals is entirely free and open access (Journal of Machine Learning Research)» fu la secca replica di Yann LeCun. Ne nacque una discussione, proseguita sul blog di Stuart Shieber, che appare emblematica sotto diversi aspetti e di cui proveremo a riassumere i punti salienti.

Paola Galimberti, La piattaforma di riviste Open Access dell’Università degli Studi di Milano
L’intervento percorre i passi fondamentali  della creazione  della piattaforma di riviste open access dell’Università degli Studi di Milano, come modello in cui una istituzione che produce conoscenza decide di assumersi la responsabilità di validare e diffondere  questa conoscenza ad un pubblico che sia il più ampio possibile, liberandosi da scelte e vincoli imposti dagli editori commerciali e dalle logiche editoriali e riportando nelle mani dei ricercatori le attività che da tempo erano state consegnate agli editori.

La registrazione video è ora disponibile qui.

Un nuovo overlay journal curato da ricercatori: “Quantum”

Mentre in Italia molti continuano a trattare l’editoria predatoria come una questione dell’open access invece che dell’editoria scientifica commerciale in generale,  fuori dai nostri confini l’iniziativa di Tim Gowers fa scuola con un nuovo overlay journal, Quantum: the open journal for quantum science. Anche in questo caso, la rivista offre un servizio di revisione paritaria, di segnalazione e di cura per testi proposti dagli autori e già pubblici sull’ArXiv. A chi si chiede perché aggiungere una rivista curata da ricercatori a quelle già offerte, a caro prezzo, dall’editoria commerciale, la redazione risponde così:

Quantum è una rivista ad accesso aperto e senza fini di lucro che offre visibilità alla ricerca di qualità nell’ambito della scienza quantistica e delle discipline connesse. È un tentativo di rendere la scienza più aperta  e l’editoria più trasparente ed efficiente, compiuto dai ricercatori  per i ricercatori.

Si indirizza alla crescente insoddisfazione della comunità nei confronti dei modelli di editoria scientifica tradizionali, guidati dall’aspirazione al profitto e  incentrati sul fattore d’impatto e dei loro effetti sproporzionati sulle carriere accademiche e al recente appello del Consiglio dell’UE a favore di un accesso aperto immediato [continua].

Quantum chiede agli autori un contributo per la pubblicazione, ma, essendo amministrata da un ente senza fini di lucro, ha, per legge, dei limiti rigorosi. I suoi costi, piuttosto contenuti, sono esposti qui.  E qualsiasi  autore, indipendentemente dalle sue condizioni, può ottenere l’esonero dal pagamento, in armonia con questi due assiomi finanziari:

  • Nessuna ricerca valida deve restare inedita per mancanza di fondi
  • Le decisioni editoriali non devono mai essere influenzate da questioni finanziarie.

Per evitare i due assiomi rimangano solo buoni propositi, Quantum cerca finanziamenti istituzionali – sul modello dell’ArXiv – e donazioni così da non dipendere principalmente dagli introiti editoriali, pubblica il bilancio, rivede regolarmente i prezzi  chiesti agli autori in modo che rimangano proporzionati ai costi amministrativi e soprattutto si propone di consentire a chi non ha fondi di ricerca di pubblicare gratis.

Il contributo per la pubblicazione, in altre parole, è più simile a un’offerta libera, da parte di chi se lo può permettere, per finanziare un’impresa di interesse comune,  che a un pedaggio obbligatorio. Per liberare la scienza dall’editoria predatoria, ad abbonamento e no, basterebbe in primo luogo smettere di essere, noi stessi, predatori.