Più di un archivio, meglio di una rivista: The Self-Journal of Science

“The Self-Journal of Science” è stato fondato dal biofisico Michaël Bon nel 2015. Si tratta di un archivio multidisciplinare con servizi comunitari di revisione, classificazione e discussione. È dunque più un archivio e  meglio di una rivista, perché i suoi processi di valutazione e di classificazione non sono privati e oligopolistici, ma pubblici e comunitari.

Michaël Bon, quando si è imbarcato nella sua intrapresa senza fini di lucro, non conosceva il movimento per l’accesso aperto. Semplicemente, come il più noto Timothy Gowers, ha scelto di considerare la pubblicità della scienza come una sua parte intrinseca e quindi di competenza degli scienziati.  L’articolo Principles of the Self Journal of Science: bringing ethics and freedom to scientific publishing spiega le ragioni che hanno ispirato il  suo progetto:

Ipotizzo che la radice di tutti difetti dell’attuale sistema editoriale sia aver perso di vista l’etica scientifica e aver  privatizzato la pubblicazione, vale a dire la revisione paritaria, la valutazione e la disseminazione.  Un processo  che si fonda sul suo essere aperto, trasparente e comunitario è stato intrappolato nelle cassette postali delle redazioni delle riviste. Sia la validità sia il valore di un’opera scientifica sono decisi una volta per tutte da due o tre persone in una procedura riservata, privata, anonima, non documentata e a breve scadenza.  Uso il termine “privatizzazione” non per intendere che il processo è guidato da aziende private, ma per indicare che si è concentrato in poche mani.  Benché alcuni pensino che gli editori privati impongono prezzi esorbitanti (e proibitivi) per le loro riviste, le mie tesi rimarrebbero valide anche se il sistema attuale fosse amministrato interamente da istituzioni pubbliche, società di studiosi e organizzazioni non a scopo di lucro  [traduzione mia, grassetti miei].

Il testo di Michaël Bon merita una lettura attenta. Poiché è depositato su SJS, è possibile provare a sperimentarne il sistema commentandolo e criticandolo, come alcuni hanno già fatto, e farsi un’idea della qualità di questo tipo di discussione.

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