Programma del X convegno annuale

Guerra o pace: scienza aperta, istituzioni di ricerca e libertà intellettuale / War or peace: open science, research institutions and intellectual freedom

The division of mankind threatens it with destruction. Civilization is imperiled by: a universal thermonuclear war, catastrophic hunger for most of mankind, stupefaction from the narcotic of “mass culture,” and bureaucratized dogmatism, a spreading of mass myths that put entire peoples and continents under the power of cruel and treacherous demagogues, and destruction or degeneration from the unforeseeable consequences of swift changes in the conditions of life on our planet.
In the face of these perils, any action increasing the division of mankind, any preaching of the incompatibility of world ideologies and nations is madness and a crime. Only universal cooperation under conditions of intellectual freedom and the lofty moral ideals of socialism and labor, accompanied by the elimination of dogmatism and pressures of the concealed interests of ruling classes, will preserve civilization.

Andrei Dmitrievich Sakharov, 1968

Università di Trento, Facoltà di Giurisprudenza, Sala conferenze

Link per la diretta https://blue.meet.garr.it/rooms/mc2-mfz-h0q-kpl/join

 

 6 novembre 2025

 

ore 10.00-12.00 – Anteprima: il monitoraggio della scienza aperta in Italia

 

ore 12.00 – Assemblea dei soci

 

Brunch

 

ore 14.00  – Saluti istituzionali

ore 14.15  – Roberto Caso Keynote speech La scienza aperta: sentieri di gloria (o di pace)?

Il diritto e la giustizia contro la forza bruta e stolta. Tratti antropologici che si ritrovano nella scienza.

Esistono due tipologie di scienza aperta. La prima, la vera scienza aperta, si basa sulla libertà intellettuale dell’uso pubblico della ragione e si pone alle fondamenta della democrazia interna ed esterna agli Stati. La seconda, la pseudo-scienza aperta, si fonda sulla proprietà intellettuale ed è asservita alla concentrazione di potere pubblico e privato.

Dalla Seconda Guerra Mondiale in poi la vera scienza aperta ha avuto modo di affermarsi solo episodicamente e in chiave sovversiva, provando a calcare gli impervi sentieri della pace.

Mentre le società che abbiamo costruito negli ultimi decenni hanno deliberatamente favorito la concentrazione di potere pubblico e privato, quella stessa concentrazione che alimenta il capitalismo dei monopoli intellettuali sorveglianti e della guerra. In questo contesto la pseudo-scienza aperta può ben presentarsi come istituzionale e percorrere orgogliosamente i sentieri della gloria, anche se, prima di giungere alla tomba, contraddizioni laceranti non tardano ad affiorare.  Lungi dall’essere mera speculazione teorica, la relazione ripercorre alcuni problemi della dialettica tra scienza aperta sovversiva e istituzionale che l’Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta ha provato ad affrontare nei suoi primi dieci anni di vita.

 

ore 14.45 Guerra e pace: una questione scientifica?

 

Presiede: Stefano Bianco

 

Flavio Del Santo, Scienziati contro il riarmo

Federico Oliveri, La maledizione delle tecnologie dual use: l’università si arrenderà al complesso militare-digitale?

Inchieste e rapporti internazionali hanno rivelato il ruolo chiave delle grandi aziende tecnologiche nell’economia dell’apartheid nei Territori Palestinesi Occupati e, successivamente, nell’economia del genocidio. È verosimile che queste stesse società saranno determinanti anche nella seconda fase della distruzione di Gaza, presentata all’opinione pubblica come un “piano di pace”. Queste e altre manifestazioni del “complesso militare-digitale” sollevano interrogativi cruciali: Che tipo di relazioni intrattengono le università con le aziende tecnologiche impegnate in applicazioni militari? Tali relazioni sono compatibili con la missione costituzionale delle università e con il loro impegno per la pace? Intendo affrontare queste domande riflettendo con voi sulla “maledizione delle tecnologie a duplice uso”, ovvero sulle difficoltà, reali o presunte, del mondo accademico nel controllare le applicazioni della propria ricerca e nell’impedire che questa venga utilizzata per scopi militari o in qualsiasi modo contrario ai diritti fondamentali. La natura sistemica del problema richiederà soluzioni altrettanto sistemiche: il superamento della dipendenza da finanziamenti pubblici e privati vincolati a collaborazioni con queste aziende, il passaggio dalla privatizzazione e monetizzazione della conoscenza alla sua condivisione per il bene pubblico, la creazione di licenze che escludano esplicitamente “l’uso militare” per i prodotti della ricerca. Parliamone e organizziamoci.

 

ore 16.00 – Pausa caffè

 

ore 16.30 Uscire dal tecnofeudalesimo

 

Presiede Alberto Baccini

 

 Daniela Tafani, IA e distruzione della conoscenza

 Davide Borrelli, L’Università della guerra

Che ruolo può e deve esercitare un’istituzione universalistica per eccellenza come l’università in tempi di divisione dell’umanità in blocchi armati e di generale guerrificazione del mondo? In un contesto dove tutto si militarizza e si polarizza, l’università rischia di diventare l’ennesimo strumento di propaganda o, peggio ancora, di ipocrisia istituzionalizzata.

 

ore 17.30 Machine learning e diritto

 

Presiede: Federica Cappelluti

 Marco Giraudo Corse truccate: LLM, monopoli intellettuali e scommesse giuridiche

Il contributo discute le principali innovazioni giuridiche introdotte dai grandi operatori economici nel campo degli LLM al fine di accedere
liberamente a risorse altrui giuridicamente protette per la calibratura di sistemi di cc.dd. intelligenza artificiale rivendicando, al contempo, la libertà di sfruttare e diffondere liberamente i testi o immagini prodotti da tali sistemi. La sostenibilità economica di tali avventure dipende in maniera significativa anche dal successo di tali vere e proprie scommesse giuridiche, con il pericolo che esse vengano respinte dalle Corti e dai Tribunali, in particolare negli Usa e in Europa. La tensione insostenibile tra modelli economici abilitati da tali tecnologie che si rivelino giuridicamente insostenibili, in quanto fondati sullo sfruttamento illegale di risorse giuridicamente tutelate, potrà alternativamente far esplodere una tipica “bolla giuridica”; o dare luogo ad un cambio di regime costituzionale assimilabile all’affermazione di un ordine neofeudale, dove la natura e la tutela delle posizioni giuridiche dipendono dallo status di chi le rivendica.

 Richard Stallman (FSF) Can ML systems be free?

 

 

ore 18.30 – Chiusura dei lavori

 

7 novembre 2025

 

Presiede: Emanuele Conte

ore 9.30 –  Il conflitto nelle università

 

 Maria Chiara Pievatolo, All’Ovest niente di nuovo: scienza libera ed elusioni europee

Quando l’Unione Europea – con altri enti finanziatori pubblici e privati – dichiarò di abbracciare i principi della scienza aperta, alcuni pensarono che l’idea di una ricerca diretta, in un sistema in cui i ricercatori erano troppo proletarizzati, o cointeressati, per emanciparsi dalla bibliometria, fosse un’ottima soluzione. Accettare il controllo politico della ricerca, anche quando si viene convinti che al governo ci sia Marco Aurelio, è però pericoloso per la libertà intellettuale. Marco Aurelio può in ogni momento trasformarsi in Commodo, e ordinare il passaggio dalla scienza “aperta” a quella “sicura” – qualsiasi cosa significhi questo termine -, o, ancoro peggio, a quella esplicitamente asservita a interessi oligarchici e commerciali. Con un’aggravante: il Commodo di oggi potrebbe essere, invece che un despota di volta in volta eliminabile con il regicidio, com’era nell’impero romano, un burocrate elusivo ed eteronomo, incapace o indisposto ad andare oltre le dichiarazioni di principio e l’istituzione di compiti pensati per essere soltanto apparenti.

 Silvia Bello, Formazione alla scienza aperta: il lavoro del gruppo di studio AISA

Il Gruppo di Studio AISA sulla Formazione presenta il questionario elaborato e inviato agli atenei italiani sulla didattica della scienza aperta: ideazione e scelta della tematica di indagine e dello strumento.

ore 10.15 Pausa caffè

ore 10.30  – Tavola rotonda

Presiede Paolo Guarda

Marco Amato (Etica Digitale), Giorgia Bincoletto, Federica Cappelluti, Paola GalimbertiGiovanna Massari

 

ore 12.00 – Conclusione dei lavori

Il materiale del convegno, registrazione video compresa, sarà reso disponibile su Zenodo.org

Incoraggiamo la partecipazione in presenza, ma renderemo disponibile, a ridosso dell’inizio, un URL per la teleconferenza per coloro che abbiano serie difficoltà a partecipare.
Chi desidera partecipare alla discussione da remoto è invitato a iscriversi alla mailing list dell’associazione.

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