Premio per tesi sulla scienza aperta: bando 2021

Anche quest’anno, in occasione del suo VI convegno, l’Associazione italiana per la promozione della scienza aperta premierà le migliori tesi di dottorato e di specializzazione o di laurea magistrale dedicate alla scienza aperta e presentate negli anni 2019, 2020 e 2021.

Le indicazioni sulle modalità di partecipazione al concorso, il cui bando scade il 10 settembre 2021, sono consultabili a partire da questa pagina.

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Mancate audizioni presso il Ministero della cultura sul decreto legislativo in recepimento della direttiva copyright

Rendiamo pubblica la nostra lettera al ministero della cultura sulla mancata audizione delle associazioni che rappresentano gli interessi del mondo dell’università e della conoscenza aperta – AISA compresa – a proposito del decreto legislativo in recepimento della direttiva europea sul copyright.

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Progetto HERMES – Strengthening digital resource sharing during COVID and beyond

Riceviamo e volentieri diffondiamo, da parte di Silvana Mangiaracina, la notizia dell’avvio del progetto HERMES – Strengthening digital resource sharing during COVID and beyond, finanziato dalla Commissione Europea, a cui partecipa la Biblioteca d’Area di Bologna del CNR.

Il progetto include dei corsi di formazione previsti per il 2022. Per tutti i dettagli e le novità si suggerisce di seguire il sito dedicato all’URL https://www.hermes-eplus.eu/.

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Contributo alla discussione pubblica sulle “Linee di intervento strategiche sulla proprietà industriale per il triennio 2021-2023” del MISE

Questo testo presenta alcuni rilievi critici a margine delle Linee di intervento strategiche sulla proprietà industriale per il triennio 2021-2023.

I rilievi riguardano in particolare l’impatto dei diritti di proprietà industriale (DPI) sul mondo dell’università e della ricerca scientifica, soprattutto – ma non solo – in tempi di pandemia.

Il documento del MISE si pone a valle dell’Action Plan sui diritti di proprietà intellettuale a sostegno alla strategia di ripresa e resilienza del 25 novembre 2020 [European Commission 2020] e ne rispecchia debolezze e criticità.

In sostanza, le politiche della Commissione UE e del MISE sono ispirate da una tesi in passato molto diffusa, ma mai verificata empiricamente e cioè che un rafforzamento della proprietà si traduca automaticamente in innovazione tecnologica e produca maggiore benessere non per i pochi monopolisti ma per la società nel suo complesso.

In tempi di pandemia – in un momento in cui la vaccinazione globale è d’interesse egoistico perfino per i cittadini dei paesi sviluppati – l’idea di continuare a rafforzare i diritti di proprietà intellettuale appare intempestiva e sconcertante. A dispetto di un movimento di opinione vastissimo, che vede allargarsi la cerchia degli accademici – economisti compresi – inclini a chiedere un ripensamento complessivo della proprietà intellettuale, Commissione Europea e MISE, come se fossero incapaci di imparare dall’esperienza, ripropongono tesi che risalgono agli anni ’80 del secolo scorso

Ad esempio:

The COVID-19 crisis has illustrated EU’s dependence on critical innovations and technologies, and reminded Europe of the importance of effective IP rules and tools to secure a fast deployment of critical IP. IPRs, and their role in a competitive and innovative European pharmaceutical industry, are also part of the new Pharmaceutical Strategy for Europe.

E ancora:

[…] this action plan identifies five key focus areas, with specific proposals for action to:

  • upgrade the system for IP protection,
  • incentivise the use and deployment of IP, notably by SMEs,
  • facilitate access to and sharing of intangible assets while guaranteeing a fair return on investment,
  • ensure better IP enforcement, and
  • improve fair play at global level

Il paragrafo 4 del documento intitolato “Easier access to and sharing of IP-protected assets” è particolarmente indicativo della visione della Commissione. La facilitazione dell’accesso e della condivisione della tecnologia protetta da DPI si basa sulle seguenti azioni.

To facilitate licensing and sharing of IP, the Commission will:

  • ensure the availability of critical IP in times of crisis, including via new licensing tools and a system to co-ordinate compulsory licensing (2021-22),
  • improve transparency and predictability in SEP [Standard-essential patents] licensing via encouraging industry-led initiatives, in the most affected sectors, combined with possible reforms, including regulatory if and where needed, aiming to clarify and improve the SEPs framework and offer effective transparency tools (Q1 2022).
  • promote data access and sharing, while safeguarding legitimate interests, via clarification of certain key provisions of the Trade Secrets Directive and a review of the Database Directive (Q3 2021)”.

Alle parole della Commissione fanno  eco quelle del MISE.

Afferma il MISE:

[…] i diritti di proprietà industriale (DPI) rivestono un ruolo cruciale poiché consentono di proteggere le idee, le opere e i processi frutto dell’innovazione, assicurando un vantaggio competitivo a chi li ha ideati; aprono la possibilità di valorizzare l’innovazione acquisendo nuovi mercati e offrono la possibilità di continuare ad investire sul futuro.

Dunque:

Accogliendo lo specifico invito della Commissione [UE], il documento delinea la strategia e gli interventi nazionali per rispondere a cinque sfide individuate per rafforzare la protezione e l’applicazione della PI, garantendo uno sforzo congiunto per la ripresa economica:

  • –migliorare il sistema di protezione della PI
  • incentivare l’uso e la diffusione della PI, in particolare da parte delle PMI
  • facilitare l’accesso ai beni immateriali e la loro condivisione, garantendo nel contempo un equo rendimento degli investimenti
  • garantire un rispetto più rigoroso della proprietà industriale
  • rafforzare il ruolo dell’Italia nei consessi europei ed internazionali sulla proprietà industriale.

La prospettiva sulla proprietà industriale delle università e degli enti di ricerca è la seguente:

Ulteriore elemento che appare non consentire un’agevole connessione tra il sistema della ricerca e il mondo delle imprese è il livello di maturità tecnologica dei brevetti proposti, troppo spesso insufficiente per poter essere percepito come interessante dagli imprenditori. Sotto questo profilo l’obiettivo da perseguire è quello di mettere a disposizione delle imprese invenzioni maggiormente “comprensibili” e quindi in uno stato quasi, se non, prototipale.

Per innalzare il livello di maturità delle invenzioni brevettate dai soggetti appartenenti al mondo della ricerca pubblica affinché possano diventare oggetto di azioni di sviluppo da parte del sistema imprenditoriale, il Ministero propone di replicare, adeguandolo ad eventuali nuove esigenze che si dovessero manifestare, il bando già emanato nel 2020 per il finanziamento di progetti di proof of concept capaci, a seguito della loro realizzazione, di mettere a disposizione per la successiva valorizzazione veri e propri prototipi. Ad oggi sono stati finanziati 23 progetti (dei 45 ritenuti ammissibili) utilizzando interamente i 5,3 milioni di euro di risorse finanziarie disponibili.

Il passaggio di maggiore interesse per l’AISA è il seguente:

Nel suo Piano di azione la Commissione UE ricorda che “L’accordo dell’OMC sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPS) prevede la possibilità, alle condizioni ivi specificate, di rilasciare licenze obbligatorie, ossia stabilisce che la pubblica amministrazione ha il potere di autorizzare un soggetto a usare un’invenzione brevettata senza il consenso del titolare del brevetto. La procedura può essere accelerata in caso di emergenza nazionale.” Dal combinato disposto di tali norme con la dichiarazione di Doha sull’accordo TRIPS e la salute pubblica emerge chiaramente che ogni membro dell’OMC ha non solo il diritto di concedere licenze obbligatorie, ma anche la libertà di determinare i motivi in base ai quali tali licenze sono concesse.

E in particolare:

Sul punto, l’Amministrazione intende verificare la possibilità di introdurre nell’ordinamento nazionale strumenti specifici in grado di far fronte tempestivamente a situazioni di crisi, come quelle sanitarie; l’obiettivo da perseguire è quello di privilegiare accordi volontari in grado di contemperare gli interessi legittimi dei detentori delle privative industriali con quelli generali della collettività, ricorrendo al rilascio di licenze obbligatorie solo in caso di fallimento di qualunque altro tentativo.

Il linguaggio di quest’ultimo brano appare sconcertante, specialmente dove parla di “privilegiare accordi volontari in grado di contemperare gli interessi legittimi dei detentori delle privative industriali con quelli generali della collettività”: sembra infatti che, a parere dell’estensore, il diritto della collettività alla salute e alla vita stessa si riduca a un interesse legittimo da contemperare con quello agli extra-profitti da monopolio dei detentori di brevetti. E la previsione di continuare a negoziare in emergenza – mentre gli ospedali si affollano e gli obitori si riempiono – per ricorrere alla licenza obbligatoria solo “in caso di fallimento di qualunque altro tentativo” suona come un’assicurazione, a favore dei monopolisti delle idee, che perfino strumenti riconosciuti dall’OMC verranno adottati, senza fretta, soltanto alle calende greche.

Ciò considerato, AISA chiede al governo  di adottare  le seguenti linee di intervento normativo, in particolare a emendamento del Codice della proprietà industriale.

a) Quando le conoscenze e le tecnologie essenziali per la salute pubblica (ad es. vaccini, farmaci salvavita ecc.) sono prodotte da università e altre istituzioni finanziate con fondi pubblici, esse devono rimanere pubbliche e aperte, cioè non soggette ad alcuna forma di controllo esclusivo che derivi da DPI come brevetti e segreti commerciali o da altri strumenti giuridici.

b) Occorre coordinare le linee di intervento sui DPI nell’ambito dell’università e della ricerca scientifica con le politiche di valutazione dell’università e della ricerca finanziata con fondi pubblici. Attualmente queste politiche premiano il ricorso di professori e ricercatori ai brevetti, equiparandoli a pubblicazioni scientifiche. Si tratta di un’equiparazione errata che va cancellata: le pubblicazioni rendono pubbliche le scoperte scientifiche, i brevetti ne privatizzano l’applicazione, pur essendo la ricerca sottostante finanziata dal pubblico.

c) Occorre sottrarre vaccini, farmaci salvavita e altri dispositivi medici essenziali per la salute pubblica alla brevettabilità e alla tutelabilità mediante segreto commerciale, inserendo specifiche eccezioni.

d) Occorre inserire una disciplina incisiva e di rapida applicabilità delle licenze obbligatorie di brevetti per invenzione e segreti industriali in situazioni in cui lo stato deve provvedere alla salute pubblica. L’inserimento di tale disciplina dovrebbe avvenire per decreto legge.

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Lettera aperta al segretario ONU contro il progetto di un “High Level Multistakeholder Body for Digital Cooperation”

AISA aderirà alla lettera aperta promossa dalla Just Net Coalition e indirizzata al segretario generale dell’ONU contro il progetto di un “High Level Multistakeholder Body for Digital Cooperation” in quanto esposto al rischio di sanzionare una governance in mano ai monopolisti privati dell’ICT.

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Lettera aperta su vaccini liberi e licenze obbligatorie: le prime firme

Abbiamo recentemente pubblicato una lettera aperta al presidente del consiglio e ai ministri della salute e dell’università e ricerca con la proposta di produrre un vaccino anti covid-19 aperto a tutti e di introdurre nella legislazione italiana una norma sulle licenze obbligatorie. La lettera, sottoscritta dal consiglio direttivo di AISA, è stata poi offerta alla firma di tutti gli studiosi che ne condividessero le idee. Chi desidera aggiungere la propria adesione è invitato a spedire un messaggio, preferibilmente dal suo indirizzo istituzionale, a aisascienza@protonmail.com, contenente il suo nome e la dichiarazione “Aderisco e autorizzo alla pubblicazione da parte dell’AISA dei miei nome e cognome in calce alla lettera aperta”.

Ecco l’elenco delle firme finora raccolte, aggiornato al 26 maggio 2021:

  • SILVIO GARATTINI Istituto Mario Negri
  • GIUSEPPE LONGO Centre Cavaillès, République des Savoirs, CNRS et Ecole Normale Supérieure
  • SABINA LEONELLI University of Exeter
  • VITTORIO AGNOLETTO Università di Milano
  • ANDREA ROVENTINI Scuola Superiore Sant’Anna
  • CORRADO PETROCELLI Università di San Marino
  • UGO PAGANO Università di Siena
  • CATERINA SGANGA Scuola Superiore Sant’Anna
  • ANTONELLA ZANE Università di Padova
  • ANTONELLA DE ROBBIO Università di Padova
  • ROSALBA NODARI Università di Siena
  • DANILO ACETO ZUMBO Università di Roma 2
  • RITA ASTUTI London School of Economics
  • FRANCESCA  DI DONATO ILC-CNR
  • STEFANO SALVIA
  • ANDREA E. PIA London School of Economics
  • ELISABETTA TAMBURINI Università di Roma 1
  • MARIA TERESA LEO  SISSA
  • EDOARDO BALLO Università di Milano
  • SANDRA ASTRELLA
  • LUDOVICA PASERI Università di Torino
  • FILIPPO ZERILLI Università di Cagliari
  • ELENA GIGLIA Università di Torino
  • MAURIZIO LANA Università del Piemonte Orientale
  • GINEVRA PERUGINELLI IGSG-CNR
  • FLAVIO MASSIMILIANO CECCHINI Università Cattolica di Milano
  • ROBERTA PIEROBON
  • GESUMINA STEFANIA MINOIA
  • ANTONELLA BORTOLI
  • GIOVANNI LEONE 
  • PAOLA IANNUCCI Università di Ferrara
  • PAOLO GUARDA Università di Trento
  • FEDERICA CAPPELLUTI Politecnico di Torino
  • FRANCESCA  BORTOLI
  • DARIO FONTANINI
  • BIANCA GUALANDI Università di Bologna
  • ANNAMARIA DI GIOVINE
  • PAOLA GARGIULO
  • GIANFRANCO DE BERTOLINI
  • PAOLA MONELLA Università di Roma 1
  • VIRGINIA VALZANO CEIT-Università del Salento
  • ROSARIO MASSI
  • STEFANIA LOMBARDI ISTI-CNR
  • GIOVANNI A. CIGNONI Università di Pisa
  • LUISA CAPELLI Università di Roma Tor Vergata
  • COMITATO BIBLIOTECHE NILDE Giovanna Colombo  CBN Nilde
  • GUIDO NOTO LA DIEGA CRISP-University of Stirling
  • ROSSANA DUCATO University of Aberdeen
  • EMILIA PERASSI Università di Milano
  • MATTEO VILLA Università di Pisa
  • MAURIZIA MEZZA Amsterdam Institute for Social Science Research
  • LUCA NIVARRA Università di Palermo
  • LUCIANO PUGLIESE Università del Piemonte Orientale
  • GIACOMO  ROMAN Università del Piemonte Orientale
  • GIACOMO  BALDUZZI Università del Piemonte Orientale
  • MAURIZIO SABBATINI Università del Piemonte Orientale
  • ROSA ROMEO Università del Piemonte Orientale
  • NICOLA GHIGO ROSSI
  • CHIARA ZARA Università del Piemonte Orientale
  • DANIELA PICIN Università di Roma 2
  • LUIGI LOTTARDI
  • MARINA CALDERISI Università di Torino
  • LAURA CASCELLA
  • ANTONELLA DEL PRETE Università della Tuscia
  • ROSSANA MORRIELLO Politecnico di Torino
  • GINO RONCAGLIA Università della Tuscia
  • LUCIA  STACCONE Università Roma 3
  • GIACOMO  TESIO
  • LUCA MARCHETTI Università Statale di Milano
  • SILVIA CARISTIA Università del Piemonte Orientale
  • SERGIO BRASINI Università di Bologna
  • SILVIA CALAMAI Università di Siena
  • ELISABETTA MARINI Università di Cagliari
  • VITTORIO TRANCHINA Università di Palermo
  • DANIELA TAFANI Università di Pisa
  • ENRICO MARIA PADOVANO
  • CRISTIANO  SALTORI Università di Trento
  • PATRIZA CORDIN Università di Trento
  • FRANCESCA  PALUMBO Università di Trento
  • FRANCESCO DE PASCALE Università di Trento
  • GIOVANNA  MASSARI Università di Trento
  • EDOARDO BOMBARDELLI Università di Trento
  • GIUSEPPE BELLANTUONO Università di Trento 
  • ANDREA VILLA ISRAL Istituto storia resistenza di Alessandria
  • RICCARDO RIGON Università di Trento
  • MATTEO  FERRARI Università di Trento
  • ELISABETTA  SALVINI
  • GIOVANNA FRIGIMELICA Università di Cagliari
  • ANNA NATILI
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Appello comune agli stati membri dell’UE e agli istituti culturali per la liberalizzazione dell’uso delle immagini del patrimonio culturale in pubblico dominio

Il Capitolo italiano di Creative Commons lancia un appello comune, firmato anche da AISA, agli stati membri dell’Unione Europea e agli istituti culturali per la liberalizzazione dell’uso delle immagini del patrimonio culturale in pubblico dominio. Il suo testo integrale è visibile qui.

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Vaccini liberi e licenze obbligatorie: raccolta di firme

Abbiamo recentemente pubblicato una lettera aperta al presidente del consiglio e ai ministri della salute e dell’università e ricerca con la proposta di produrre un vaccino anti covid-19 aperto a tutti e di introdurre nella legislazione italiana una norma sulle licenze obbligatorie. La lettera, sottoscritta dal consiglio direttivo di AISA, è ora aperta alla firma di tutti gli studiosi che ne condividono le idee. Chi desidera aderirvi è invitato a spedire un messaggio, preferibilmente dal suo indirizzo istituzionale, a aisascienza@protonmail.com, contenente il suo nome e la dichiarazione “Aderisco e autorizzo alla pubblicazione da parte dell’AISA dei miei nome e cognome in calce alla lettera aperta”.

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Lettera aperta al presidente del consiglio e ai ministri della salute e dell’università e ricerca

AISA ha inviato una lettera aperta al presidente del consiglio, al ministro della salute e alla ministra dell’università e della ricerca con le sue proposte per produrre un vaccino anti covid-19 aperto a tutti e per introdurre nella legislazione italiana una norma sulle licenze obbligatorie. Il suo testo è visibile qui.
La lettera è aperta alla firma di tutti gli studiosi che ne condividono le idee. Chi desidera sottoscriverla è invitato a spedire un messaggio, preferibilmente dal suo indirizzo istituzionale, a aisascienza@protonmail.com, contenente il suo nome e la dichiarazione “Aderisco”.

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