Premio per tesi sulla scienza aperta 2019

Il bando 2019 è scaduto il 15 settembre 2019.

Il premio 2019 è stato assegnato alla tesi di dottorato di Irene Carpanese Progetto A.R.C.A. Un prototipo software per l’archiviazione, la ricerca e la comunicazione del dato archeologico e ex aequo alle tesi di laurea magistrale/specializzazione di Enrico Dotti Le università italiane e l’accesso aperto. Un’ipotesi di policy per Sapienza, e di Anastasia Nespoli Il Grand tour abruzzese di Vincenzo Bindi, wikipediano ante-litteram .

Bando di concorso 2019

Relazione della commissione giudicatrice 2019

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Soggetti e colpevoli: il fascino discreto della meritocrazia (Pisa, 28 novembre 2019)

È inoltre caratteristica degli istituti scientifici superiori continuare a trattare la scienza come un problema ancora non del tutto risolto e perciò rimanere sempre alla ricerca.

Wilhelm von Humboldt, 1809-10

Quali saranno tra venti anni gli effetti cumulativi degli orientamenti di una moltitudine di ricercatori motivati in prima istanza dal desiderio di essere «ben valutati» e orientati a non assumersi rischi, a evitare di impegnarsi in percorsi di ricerca non immediatamente produttivi e a priori troppo incerti?

Bénédicte Vidaillet, 2013

28 novembre, ore 11-30-13.30

Presentazione di Bénédicte Vidaillet, Valutatemi! il fascino discreto della meritocrazia, 2018

Davide Borrelli, traduttore e co-curatore della versione italiana di B. Vidaillet, Evaluez-moi! Evaluation au travail: les ressorts d’une fascination, 2013

Roberto Caso, presidente dell’Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta (slide)

Moderatrice: Maria Chiara Pievatolo (Dipartimento di Scienze politiche, Università di Pisa)

La partecipazione alla conferenza, organizzata, con la collaborazione di AISA, entro il corso di filosofia e teoria dei linguaggi svolto presso il Dipartimento di scienze politiche dell’università di Pisa, è libera.

L’incontro avrà luogo in Sapienza, aula VI, via Curtatone e Montanara 15.

Locandina

Video

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La proposta di legge Gallo sull’accesso aperto all’informazione scientifica (DDL n. 1146)

Prosegue l’esame, davanti alla 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) del Senato, del DDL n. 1146, “Modifiche all’articolo 4 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, nonché introduzione dell’articolo 42-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di accesso aperto all’informazione scientifica”.

Il 29 ottobre 2019 la 7ª Commissione ha tenuto un’audizione informale per ascoltare la posizione dell’Associazione Italiana Editori (AIE).

Sul sito del Senato è disponibile la nota dell’AIE che sintetizza i contenuti dell’audizione.

L’AISA auspica che la 7ª Commissione voglia proseguire le audizioni informali e ascoltare tutti i portatori di interessi compresa la stessa AISA, come è avvenuto presso la Camera dei Deputati.

L’AISA inoltre intende esprimere il proprio dissenso rispetto alla posizione dell’AIE.

L’AIE chiede:

a) Che i periodi di embargo previsti siano portati a 12 mesi per le discipline scientifico tecnico mediche e a 18 mesi per le scienze umane e sociali, per rendere sostenibile la norma per il sistema italiano della ricerca e per il sistema editoriale italiano, in un quadro di assenza di risorse aggiuntive.

b) Che sia cancellato il comma 2 dell’articolo unico del progetto di legge poiché il vincolo introdotto con il nuovo articolo 42-bis della legge sul diritto d’autore, applicandosi solo alle imprese italiane, le indebolirebbe nei confronti di agguerriti concorrenti stranieri e avrebbe quindi effetti negativi sul tessuto industriale del Paese.

L’AISA chiede, all’opposto, che siano mantenuti i termini di embargo previsti dall’attuale testo del DDL nonché il comma 2 dell’articolo unico del medesimo disegno di legge, il quale contiene un’importante modifica della legge sul diritto d’autore (l’inserimento dell’art. 42-bis) che giova al mondo della ricerca e alla società tutta.

Le motivazioni addotte dall’AIE alle sue richieste destano non poche perplessità per le seguenti ragioni.

A) Termini di embargo. L’interpretazione delle raccomandazioni UE (la 2012/417/UE e la 2018/790/UE che sostituisce quella del 2012) appare palesemente distorta. La Commissione UE ha chiaramente raccomandato agli Stati membri di contenere i termini di embargo per la ripubblicazione in accesso aperto. La raccomandazione volta a contenere i termini di embargo non è subordinata ad alcun altro intervento. Piuttosto la Commissione raccomanda di mettere in atto una pluralità di politiche tra le quali la riduzione dei termini di embargo.

Per maggiore chiarezza si riporta di seguito il testo della raccomandazione del 2018:

Gli Stati membri dovrebbero garantire, in conformità con l’acquis dell’UE sul diritto d’autore e i diritti connessi, che a seguito di tali politiche o piani d’azione:

[…]

indipendentemente dal canale di pubblicazione (rivista scientifica, infrastruttura digitale, canali multimediali o nuovi metodi sperimentali di comunicazione scientifica), l’accesso aperto alle pubblicazioni derivanti da ricerche sostenute da finanziamenti pubblici sia concesso non appena possibile, preferibilmente al momento della pubblicazione e comunque non oltre i sei mesi dalla data di pubblicazione (al più tardi entro dodici mesi per le scienze sociali e umane) […]

Peraltro, iniziative internazionali che sono oggetto di ampia discussione nel mondo della ricerca e dell’università – il riferimento è a Plan S – prescrivono addirittura un termine di embargo zero, cioè la ripubblicazione immediata negli archivi ad accesso aperto. I termini di 6 e 12 mesi rappresentano – assieme alla limitazione del campo di applicazione a un genere letterario specifico: l’opera scientifica pubblicata in periodico – già un compromesso tra le ragioni degli editori e quelle di tutti gli altri portatori di interesse nonché dell’interesse pubblico.

B) Modifica della legge sul diritto d’autore. L’aggiunta dell’art. 42-bis, che conferisce all’autore un diritto inalienabile e irrinunciabile di ripubblicazione (più correttamente: di messa a disposizione del pubblico) in accesso aperto delle opere scientifiche pubblicate in periodici, che siano il risultato di ricerche finanziate per una quota pari o superiore al 50 per cento con fondi pubblici, non è una norma che limita la libertà contrattuale delle parti, ma è all’opposto un dispositivo legislativo che restituisce spazio di libertà all’autore scientifico, finanziato con fondi pubblici, che è la parte debole del contratto.

È noto che l’autore scientifico usualmente cede i diritti patrimoniali all’editore senza ricevere alcun compenso, perché è interessato non a guadagnare ma a rendere pubbliche le proprie idee. Se l’autore avesse potere contrattuale, non ci sarebbe bisogno di una norma imperativa come il 42-bis. Sarebbe l’autore stesso a inserire una clausola nel contratto che gli riservi il diritto di ripubblicare in accesso aperto. Non lo può fare, perché l’editore ha maggiore potere contrattuale e può impedire la ripubblicazione in accesso aperto o allungare i termini di embargo. Non a caso la Germania, i Paesi Bassi, la Francia e il Belgio si sono dotati di norme analoghe all’art. 42-bis.

L’AIE in proposito sostiene che in Germania la norma ha indotto la delocalizzazione di un editore. A parte la natura aneddotica dell’argomento, l’AIE non corrobora questa affermazione con nessun dato empirico verificabile (le ragioni che possono aver indotto l’editore tedesco a spostarsi in Polonia potrebbero essere le più svariate: ad esempio, il minor costo del lavoro) e anzi, lo stesso editore, pur dissentendo da Plan S sul cosiddetto open access ibrido, rispetta le disposizioni europee e consente la ripubblicazione in accesso aperto dopo 12 mesi.

Al contrario di quello che sostiene l’AIE termini di embargo ridotti rendono maggiormente competitivo un editore italiano rispetto a editori stranieri che praticassero termini di embargo più lunghi. A parità di reputazione e di qualità dei servizi editoriali, un autore scientifico sceglie l’editore che stabilisce termini di embargo più lunghi o più ridotti?

In Italia il MIUR ha già imboccato la via dell’accesso aperto, attuando, ad esempio, la legge 112/2013 di cui si discute la modifica nell’ultimo bando PRIN 2017 che impone, all’art. 7, l’accesso aperto ai risultati ottenuti e ai contenuti delle ricerche oggetto di pubblicazioni scientifiche “peer-reviewed” nell’ambito del progetto. Politiche di questo genere dovrebbero essere coordinate con la legge sul diritto d’autore, ampliando gli spazi di libertà dell’autore scientifico. In altri termini, se lo Stato impone l’accesso aperto nella forma della ripubblicazione su archivi di quanto già pubblicato in accesso chiuso presso editori, allora all’obbligo perché non resti lettera mortadeve corrispondere un diritto dell’autore di ripubblicare (mettere a disposizione del pubblico) in accesso aperto.

Inutile rimarcare che il legislatore dovrebbe ascoltare le ragioni di tutti, ma poi scegliere avendo in mente l’interesse pubblico. Non c’è dubbio che l’interesse pubblico muova verso il restringimento dei termini di embargo e la maggiore libertà dell’autore scientifico, quali strumenti per raggiungere il fine di un accesso aperto più ampio alle informazioni scientifiche.

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Premio per tesi sulla scienza aperta 2019: assegnazione

Il premio 2019 offerto da AISA per tesi di laurea magistrale e di dottorato dedicato alla scienza aperta è stato assegnato. Quest’anno è stato possibile premiare sia due tesi di laurea, ex aequo, sia una tesi di dottorato.

I nomi dei vincitori verranno resi noti alla loro proclamazione, nel corso dell’ormai prossima conferenza annuale, dopo la cui conclusione verrà reso pubblico il verbale dei lavori della commissione giudicatrice.

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Università di Cagliari: un Open Access coerentemente finanziato

L’università di Cagliari, valendosi di un finanziamento regionale, eroga contributi per le pubblicazioni ad accesso aperto firmate dai suoi docenti e ricercatori.  Degna di nota e meritevole di segnalazione la scelta di escludere dal finanziamento gli articoli pubblicati nelle cosiddette riviste ibride (art. 8).

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Criticità del nuovo Regolamento ANVUR per le riviste: un nuovo documento del CoRiFi

Il Coordinamento Italiano Riviste di Filosofia ha reso pubblico un nuovo documento dedicato ai nuovi criteri di classificazione ANVUR per le riviste, a cui ha aderito anche il Coordinamento Italiano Riviste di Sociologia, che ne denuncia l’uso distorto della cosiddetta VQR nonché una pesante auto-attribuzione di poteri ispettivi e normativi su una libertà, quella dell’uso pubblico della ragione, che sarebbe protetta dall’articolo 33 della costituzione italiana.

Il testo, visibile qui, è aperto alla sottoscrizione di riviste, associazioni, società scientifiche e individui.

https://corifi.files.wordpress.com/2019/10/documento-regolamento.pdf

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OA Week 2019: “Aperto per chi? Barriere valutative, giuridiche ed economiche alla Scienza Aperta”

Nell’ambito della settimana internazionale dell’Open Access (21 – 27 ottobre 2019), l’Università di Trento, in collaborazione con l’Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta (AISA), propone un seminario per discutere principi, pratiche e opportunità della Scienza Aperta. Il suo programma è visibile qui.

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Premio per tesi sulla scienza aperta

Anche quest’anno, in occasione del suo V convegno, l’Associazione italiana per la promozione della scienza aperta premierà le migliori tesi di dottorato e di specializzazione o di laurea magistrale dedicate alla scienza aperta.

Le indicazioni sulle modalità di partecipazione al concorso, il cui bando scade il 15 settembre 2019, sono consultabili a partire da questa pagina.

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