Per la libera riproduzione dei beni bibliografici e archivistici

Mentre l’anno scorso​ sono state rese libere e gratuite le fotografie per i turisti nei musei, a chi svolge attività di ricerca in archivi e biblioteche non è paradossalmente riconosciuto lo stesso privilegio, o gli è imposto un tariffario che, in presenza di strumenti personali come le fotocamere o gli smartphone,  appare del tutto irragionevole.

Nell’arco di un anno,  il movimento “Fotografie libere per i Beni Culturali” è riuscito a raccogliere oltre ​44​00 firme da parte di autorevoli studiosi italiani e no e a far parlare di sé su Left e sul Corriere della Sera. Ha inoltre promosso, nel maggio scorso,  una interrogazione parlamentare al Ministro Franceschini e ben due disegni di legge per la modifica del Codice dei Beni Culturali (art. 108), in modo che non solo divenga gratuita la  riproduzione con mezzo proprio di beni bibliografici e archivistici nel rispetto del diritto d’autore e della privacy, ma sia anche riconosciuta la libertà di pubblicare immagini di beni culturali in edizioni scientifiche e sulla rete (per finalità diverse dal lucro). Alla richiesta formale di concessione si sostituirebbe una semplice comunicazione per via telematica dell’intenzione di pubblicare l’ immagine, entro le 2000 copie e i 77 euro di prezzo di copertina,  all’istituto detentore del bene, con l’impegno di fornirgli una copia digitale della pubblicazione stessa.

Per quanto il MIBACT si sia già dichiarato disponibile a rivedere il Codice dei Beni Culturali, è importante che tutti gli interessati aderiscano alla raccolta di firme, ancora aperta qui.

Disciplina per l’accesso aperto dell’università di Napoli “Federico II”

Sono state rese pubbliche le linee di indirizzo della disciplina per l’accesso aperto dell’università di Napoli  “Federico II” e la relativa licenza di deposito.  Dopo l’università di Cagliari, la “Federico II” è il secondo ateneo del Sud a darsi una policy per l’accesso aperto.

Berlin 12 Conference: a New Momentun for Open Access

Sul sito della Max Planck Gesellschaft è disponibile un breve resoconto (in inglese e in tedesco)  della conferenza  Open Access, Berlin 12, “Staging the Open Access Transformation of Subscription Journals“,  che si  è tenuta a Berlino l’8 e il 9  dicembre 2015.

Il resoconto, dal titolo New Momentum for Open Access – Berlin Conference on the reorganisation of funding models for scholarly journals, riassume l’incontro in cui obiettivo era discutere come convertire le  riviste scientifiche dal modello di abbonamento all’accesso aperto. I risultati della discussione,  a cui hanno partecipato esperti da tutto il mondo (oltre 90 persone da 19 paesi),  saranno riportati  in una Expression of Interest,  in cui verrà fatto esplicitamente proprio  l’obiettivo di trasformare le riviste ad abbonamento in riviste ad accesso aperto; ai vari paesi verrà chiesto di sottoscrivere il documento  e di impegnarsi in questo senso.

Il documento sarà pubblicato nei primi mesi del 2016.

Anche l’ARL ha reso pubblico un suo resoconto, visibile qui.

Un successo modesto per l’OA: l’associazione delle università olandesi si accorda con Elsevier

L’Associazione delle Università nei Paesi Bassi (VSNU) ed Elsevier hanno raggiunto un accordo nel rinnovo del contratto che  scade a fine anno e che per alcuni mesi si era bloccato  per l’indisponibilità di Elsevier di venire incontro alle richieste relativamente all’inclusione dell’accesso aperto nella licenza connessa agli abbonamenti.

Il  nuovo contratto, in vigore dal gennaio 2016, prevede che  gli autori afferenti alle università olandesi contraenti potranno pubblicare ad accesso aperto in un numero selezionato di riviste Elsevier  senza dover pagare nessuna quota aggiuntiva.

I dettagli dell’accordo triennale (2016-2018)  sono ancora in fase di definizione.

“Si tratta di un passo avanti modesto” (“A modest Open Access Christmas deal in the Netherlands”)   dichiara la LERU,  ribadendo l’insostenibilità del modello economico dell’editoria scientifica e invitando chi non l’avesse ancora  fatto a firmare la petizione Christmas is over.

Austria: sedici raccomandazioni per una transizione piena all’accesso aperto

Il gruppo di lavoro “National Strategy” di OANA- Open Access Network Austria ha elaborato 16 raccomandazioni da mettere in pratica a partire dal 2016 per raggiungere entro il 2025 l’accesso aperto del 100% delle pubblicazioni scientifiche degli autori austriaci finanziate da fondi pubblici tramite l’adozione del modello Gold OA: i costi di pubblicazione saranno pagati dalle istituzioni di ricerca, o finanziando direttamente gli autori.

Le raccomandazioni si occupano dell’applicazione delle policy OA,  della trasparenza dei costi del sistema delle pubblicazioni in Austria, della revisione degli accordi di licenza con gli editori commerciali e le società professionali, che dovranno includere l’accesso aperto degli articoli redatti da autori austriaci, della pubblicazione dei contratti e dei prezzi negoziati con gli editori,  della costruzione di un’infrastruttura interistituzionale per le pubblicazioni OA, del riconoscimento dell’OA nei curricula  e nel sistema di valutazione, della revisione della legge d’autore affinché gli autori abbiano il diritto di depositare ad accesso aperto i propri articoli dopo 12 mesi dalla loro pubblicazione e di altro ancora.  Il testo completo, che merita di essere letto, è stato depositato su Zenodo: http://dx.doi.org/10.5281/zenodo.34079 .

Nostra res agitur (22-23 ottobre 2015): registrazione video

I video del primo convegno annuale dell’associazione sono stati pubblicati sull’archivio Marini. Abbiamo preferito rendere disponibile la conferenza nella sua interezza, indicando l’inizio e la fine di ciascun intervento, in modo da non sacrificare il dibattito. La registrazione è divisa in tre sezioni:

  1. pomeriggio del 22 ottobre 2015, prima parte
  2. pomeriggio del 22 ottobre 2015, seconda parte
  3. mattina del 23 ottobre 2015

Novità nella politica a sostegno dell’OA dell’ente finanziatore della ricerca in Olanda (NWO)

Il principale ente finanziatore della ricerca in Olanda (NWO)  ha rivisto la sua  politica relativa all’accesso aperto, rendendola più cogente.  A partire dal 1 dicembre 2015 non sarà ammesso alcun periodo di embargo all’accesso aperto  degli articoli  peer reviewed depositati  nella versione, cosiddetta “post print”.

Rispetto alla decisione del governo olandese di avere ad accesso aperto  il 100%  delle pubblicazioni finanziate con fondi pubblici  entro il 2024 , il NWO  fatto un altro passo significativo in questa direzione.
Va anche detto che in qualità di ente finanziatore stanzia per ogni progetto fino a 6000 euro per la pubblicazione in accesso aperto di articoli, monografie; inoltre alle tradizionali strategie Gold e Green  messe in atto dagli atenei e dagli enti di ricerca olandesi l’ Associazione delle Università dei Paesi Bassi (VSNU) ha stretto accordi con molti editori accademici commerciali  per includere l’accesso aperto  nel rinnovo delle licenze contrattuali per le riviste a pagamento. Questi accordi consentono ai ricercatori olandesi di pubblicare in Open Access senza esborsi ulteriori: pertanto è loro possibile continuare a pubblicare nella stragrande maggioranza delle riviste accademiche a pagamento  e allo stesso tempo consentire a tutti di accedere alle pubblicazioni gratuitamente. Un simile accordo, tuttavia, non è stato ancora raggiunto con Elsevier.

Per maggiori informazioni si consiglia di leggere il comunicato stampa del NWO.