Anche l’Università di Cassino e del Lazio meridionale si è dotata di una propria disciplina per l’accesso aperto, visibile qui.
Il costo della conoscenza: una lettera della commissione Open access dell’università di Milano
Le università tedesche e francesi stanno assumendo posizioni negoziali collettive molto decise nei confronti degli oligopolisti dell’editoria scientifica. Sarebbe possibile imitarle in Italia? Sì, secondo la commissione Open access dell’Università di Milano, se si realizzassero alcune condizioni, elencate in una lettera aperta segnalata da Paola Galimberti qui.
- I costi dell’informazione scientifica dovrebbero essere chiari all’interno delle istituzioni. Solo una consapevolezza diffusa permette infatti di andare alla contrattazione con gli editori forti dell’appoggio di professori e ricercatori.
- I contratti devono conto di un riequilibrio dei costi legati all’OA e dei costi per le APC, in particolare per quanto riguarda i costi per l’OA ibrido, causa di double dipping.
- Sarebbe interessante poter rilevare quanti dei nostri professori e ricercatori svolgono attività come referee o come editor per le riviste dei grandi editori. Un contributo forse non monetizzabile, ma utilizzabile sul tavolo di contrattazione.
- La discussione sull’adesione ai contratti dovrebbe essere ampliata nelle istituzioni a coloro che si occupano di Open Science.
Disciplina per l’accesso aperto dell’università di Bologna
Anche l’università di Bologna ha adottato una propria disciplina per l’accesso aperto, visibile qui.
“Scienza aperta e integrità della ricerca” (Milano, 2017): registrazioni e testi
È ora disponibile la raccolta completa dei testi, dei lucidi e delle registrazioni dei lavori della nostra terza conferenza, “Scienza aperta e integrità della ricerca“, svoltasi a Milano il 9 e il 10 novembre 2017. Il materiale può essere prelevato semplicemente seguendo i link presenti nella pagina dedicata al programma. Gli URL dei video delle due giornate si trovano alla fine del documento.
Università di Bari – socio di AISA
AISA ha un nuovo socio istituzionale: l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Video: “La scienza come ignoranza degli esperti e il governo del numero”
Il servizio MediaEventi dell’università di Pisa ha reso disponibile – a partire da questa pagina – la registrazione video della conferenza del 16 marzo 2018 “La scienza come ignoranza degli esperti e il governo del numero“.
Scienza aperta alla Statale di Milano: relazione annuale
L’Università di Milano, nostra socia istituzionale, ha appena pubblicato la sua relazione annuale sulla scienza aperta, che riassume quanto compiuto per promuovere l’open science con i fatti, oltre che con le parole. Il suo testo è disponibile qui. Paola Gargiulo, segnalandola su OA-Italia, ne offre una brevissima sintesi.
Il Wiki OA-Italia, da noi ospitato, ha appena creato una pagina destinata a raccogliere gli indirizzi di tutte le relazioni di questo tipo, nella speranza che la Statale di Milano non rimanga un caso isolato.
Testi e slide della conferenza: “La scienza come ignoranza degli esperti e il governo del numero”
I link ai testi e alle slide degli interventi alla conferenza “La scienza come ignoranza degli esperti e il governo del numero” (Pisa, 16 marzo 2018) sono stati inseriti in questa pagina.
SISSA socio istituzionale di AISA
AISA ha un nuovo socio istituzionale: la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste
Pisa, 16 marzo 2018: “La scienza come ignoranza degli esperti ed il governo del numero”
“Science is the belief in the ignorance of experts.”
Richard Feynman, 1966
16 marzo, ore 10.30-13
Maria Chiara Pievatolo, Battitori di piste
Giuseppe Longo (Centre Cavaillès, CNRS-ENS; Graduate School of Cell and Developmental Biology, Tufts University), La scienza come ignoranza degli esperti ed il governo del numero
Reti per mettere in contatto la diversità e potenziare le singolarità oppure per produrre effetti di “campo medio”? Dinamiche della conoscenza in rete, nuove ed adattive, dai limiti mobili, oppure appiattimento normato su standard identici? Nella società, la “governance by numbers” impedisce il “governo” che dovrebbe risultare dall’interpretazione e dal dibattito nell’agorà. In scienza, il senso dei limiti e l’interpretazione dei dati contribuiscono alla novità del sapere. Le scelte vanno fatte ora, prima che Big Data non interpretati, dimostrabilmente ricchi di “correlazioni spurie”, l’immensa audience in rete di tweets senza senso e di articoli scientifici solo “main stream”, uccidano politica e scienza.
Roberto Caso (Università di Trento), L’ora più buia: controllo privato dell’informazione e valutazione della ricerca (testo, slide)
I dati su cui si basa la valutazione sono segreti o protetti da proprietà intellettuale. La revisione paritaria è prevalentemente anonima. Mentre la scienza è progredita grazie alla pubblicità, gli attuali sistemi di valutazione si basano sul controllo privato dell’informazione. La ragione di questo cambio di paradigma ha come unico scopo l’accentramento del potere di governo della scienza.
Paolo Rossi (Università di Pisa) parteciperà in veste di discussant.
La conferenza sarà ospitata dal dipartimento di informatica dell’università di Pisa, nella sala G.B. Gerace (stanza 399, largo B. Pontecorvo, 3).