La Commissione Europea nella Comunicazione del 19 aprile 2016 intitolata “European Cloud Initiative – Building a competitive data and knowledge economy in Europe” presenta il suo piano di azione per la creazione dell’European Open Science Cloud, un nuovo ambiente virtuale per lo stoccaggio, la condivisione e il riuso di dati.
Webinar: 11 maggio 2016 – Allineamento delle policy italiane con le pratiche internazionali (PASTEUR4OA)
Il giorno 11 maggio si terrà un webinar organizzato dal Cineca /NOAD di OpenAIRE- Italia in collaborazione con AISA e con il progetto europeo PASTEUR4OA. Il webinar rientra nelle attività di diffusione e di promozione delle policy OA istituzionali intraprese già lo scorso anno da AISA insieme con Cineca/ OpenAIRE.
Il webinar è gratuito.
Iscrizione obbligatoria entro il 5 maggio
Data: 11 maggio 2016
Ora: 09:45- 10:45
Luogo: webinar su piattaforma Webex
Per maggiori informazioni visitate questa pagina
Università associate ad Aisa
Aisa dà il benvenuto alle prime cinque università che sono diventate sue socie istituzionali. Ecco il loro elenco, in ordine alfabetico:
Università di Bergamo
Università di Cagliari
Università di Parma
Università di Torino
Università di Trieste
La scienza aperta contro la mercificazione del sapere?
Disponibile uno stimolante contributo di Roberto Caso, nostro presidente, sulla rivista del Centro Studi della Città della Scienza. L’autore, dopo aver esaminato l’ecosistema della comunicazione scientifica, propone alcune azioni concrete per intervenire sul piano delle policy e delle leggi per creare un contesto favorevole alle pratiche della scienza aperta.
Lo potete scaricare qui.
Roberto Caso ritornerà su questi temi al workshop di OpenAIRE il giorno 31 maggio.
Roma, 30-31 maggio 2016 – National OpenAIRE Workshop- Iscrizione entro il 17 maggio
AISA patrocinia e partecipa alle due giornate di studio organizzate da Cineca, in qualità di National Open Access Desk del progetto europeo OpenAIRE in collaborazione col CNR di Roma, con altri istituti CNR di Bologna, Pisa e Venezia, con gli atenei di Bologna, Parma, Trento e Torino, e, infine, con il patrocinio di APRE.
L’obiettivo degli incontri è fornire agli atenei e agli enti di ricerca italiani spunti e soprattutto strumenti per la piena attuazione dei requisiti OA previsti in Horizon 2020 per le pubblicazioni e per i dati della ricerca e, al medesimo tempo, di dibattere sulle politiche OA, sulla gestione dei dati della ricerca , sul copyright, sull’European Science Cloud, sulle infrastrutture per la ricerca e i bisogni dei ricercatori e, last but not least, sui servizi della piattaforma OpenAIRE.
La partecipazione è gratuita, previa iscrizione obbligatoria da effettuarsi entro il 17 maggio 2016. È possibile iscriversi a uno o entrambi i giorni: http://www.cineca.it/it/content/iscrizioni-openaire-national-workshop-2016
Sulla piattaforma dedicata ai temi dell’Open Access dell’Università di Torino sono disponibili i programmi delle due giornate e saranno caricati, conservati e resi disponibili gli abstract, le presentazioni, le biografie dei relatori e le registrazioni.
30 maggio – OpenAIRE: uno strumento per la scienza aperta
http://www.oa.unito.it/new/openaire-an-open-science-tool-for-europe/
31 maggio- Open Research data and Open Science
http://www.oa.unito.it/new/open-research-data-and-open-science/
4-5 aprile 2016: Open Science Conference – breve relazione
Una breve relazione dell’evento, di cui avevamo a suo tempo dato notizia, è visibile presso gli archivi della nostra mailing list. L’autrice è la socia Elena Giglia.
Brembs sui rischi di una via aurea commerciale
Björn Brembs in un post di questi giorni intitolato “How Gold Open Access May Make Things Worse” mette in guardia sui rischi legati a un’eventuale conversione dell’attuale sistema di comunicazione scientifica degli abbonamenti alle banche dati ad accesso chiuso in un nuovo modello totalmente Gold Open Access dominato dagli attuali editori commerciali. Brembs sostiene che lo scenario sarebbe peggiore di quello odierno. Rankings di riviste, costi elevati per scrivere nelle riviste, diseguaglianza tra istituzioni ricche e povere sarebbero i risultati di un modello che riprodurrebbe e peggiorerebbe i difetti del sistema fondato sugli abbonamenti ad accesso chiuso.
L’unica soluzione al problema è, secondo Brembs, il dirottamento dei costi ora profusi negli abbonamenti nella costruzione di un’infrastruttura comunicativa che sfrutti pienamente i vantaggi di Internet.
Madrid, 27 aprile 2016: un Open Peer Review Module per gli archivi istituzionali
Il primo Open Peer Review Module (OPRM) per rendere possibile una revisione paritaria aperta integrata negli archivi istituzionali ad accesso aperto sarà presentato nel corso di un workshop che si terrà il 27 aprile 2016 a Madrid. Il modulo è un prototipo prodotto entro uno dei progetti che rispondevano al bando per l’Open Peer Review, parte dell’iniziativa OpenAIRE 2020.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito della conferenza.
Indagine: Research Data Management Readiness survey
LEARN (Leaders Activating Research Networks) è un progetto europeo finanziato in Horizon 2020 a cui partecipano alcuni membri della LERU ( le università di Vienna, UCL, Università di Barcellona), LIBER e UNELAC per l’America Latina e Caraibi. Obiettivo del progetto è fornire un modello di policy per la gestione dei dati della ricerca, un toolkit per l’implementazione del modello e poi un documento informativo tradotto in diverse lingue.
Per una repubblica digitale: discussione sulla libertà degli articoli scientifici in Francia
Come sta procedendo la proposta di legge francese di cui avevamo dato notizia tempo fa?
La legge, oggetto di un vivace dibattito, è già stata approvata dalla camera; al senato è oggetto di un’intensa azione di lobbying da parte degli editori, contro la quale si sta sottoscrivendo una petizione – consultabile e firmabile qui – di cui ha parlato anche Le Monde.