Roma, 30-31 maggio 2016 – National OpenAIRE Workshop- Iscrizione entro il 17 maggio

AISA  patrocinia e partecipa alle due giornate di studio organizzate da Cineca, in qualità di National Open Access Desk del progetto europeo OpenAIRE   in collaborazione col CNR di Roma, con altri istituti CNR di Bologna, Pisa e Venezia, con gli atenei di Bologna, Parma, Trento e Torino,  e, infine, con il patrocinio di APRE.

L’obiettivo degli incontri è fornire agli atenei e agli enti di ricerca italiani spunti e soprattutto strumenti per la piena attuazione dei requisiti OA previsti in Horizon 2020 per le pubblicazioni e per i dati della ricerca e, al medesimo tempo, di dibattere sulle politiche OA,  sulla gestione dei dati della ricerca , sul copyright, sull’European Science Cloud, sulle infrastrutture per la ricerca e i bisogni dei ricercatori e, last but not least, sui servizi della piattaforma OpenAIRE.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione obbligatoria da effettuarsi entro il 17 maggio 2016. È possibile iscriversi a uno o entrambi i giorni: http://www.cineca.it/it/content/iscrizioni-openaire-national-workshop-2016

Sulla piattaforma dedicata ai temi dell’Open Access dell’Università di Torino sono disponibili i programmi delle due giornate e saranno caricati, conservati  e resi disponibili gli abstract, le presentazioni, le biografie dei relatori e le registrazioni.

30 maggio – OpenAIRE: uno strumento per la scienza aperta
http://www.oa.unito.it/new/openaire-an-open-science-tool-for-europe/
31 maggio- Open Research data and Open Science
http://www.oa.unito.it/new/open-research-data-and-open-science/

Brembs sui rischi di una via aurea commerciale

Björn Brembs in un post di questi giorni intitolato “How Gold Open Access May Make Things Worse” mette in guardia sui rischi legati a un’eventuale conversione dell’attuale sistema di comunicazione scientifica degli abbonamenti alle banche dati ad accesso chiuso in un nuovo modello totalmente Gold Open Access dominato dagli attuali editori commerciali. Brembs sostiene che lo scenario sarebbe peggiore di quello odierno. Rankings di riviste, costi elevati per scrivere nelle riviste, diseguaglianza tra istituzioni ricche e povere sarebbero i risultati di un modello che riprodurrebbe e peggiorerebbe i difetti del sistema fondato sugli abbonamenti ad accesso chiuso.

L’unica soluzione al problema è, secondo Brembs, il dirottamento dei costi ora profusi negli abbonamenti nella costruzione di un’infrastruttura comunicativa che sfrutti pienamente i vantaggi di Internet.

 

 

Madrid, 27 aprile 2016: un Open Peer Review Module per gli archivi istituzionali

Il primo Open Peer Review Module (OPRM)   per rendere possibile una revisione paritaria aperta integrata negli archivi istituzionali ad accesso aperto sarà presentato nel corso di un workshop che si terrà il 27 aprile 2016 a Madrid. Il modulo è un prototipo prodotto entro uno dei progetti che rispondevano al bando per l’Open Peer Review,  parte dell’iniziativa OpenAIRE 2020.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito della conferenza.

Indagine: Research Data Management Readiness survey

LEARN (Leaders Activating Research Networks) è un progetto europeo finanziato in Horizon 2020 a cui partecipano alcuni membri della LERU ( le università di Vienna, UCL, Università di Barcellona), LIBER e UNELAC per l’America Latina e Caraibi. Obiettivo del progetto è  fornire un modello di policy per la gestione dei dati della ricerca,  un toolkit per l’implementazione del modello e poi un documento informativo tradotto in diverse lingue.

Tra le attività del progetto  al fine di creare degli strumenti utili per i soggetti interessati sono previsti dei workshop  ma anche delle indagini esplorative.
Una di queste,  in corso adesso, è rivolta alle istituzioni che stanno già affrontando o pensando di affrontare presto  strategie e politiche per la  gestione dei dati della ricerca. Per partecipare, basta visitare il link qui riportato

Per una repubblica digitale: discussione sulla libertà degli articoli scientifici in Francia

Come sta procedendo la proposta di legge francese di cui avevamo dato notizia tempo fa?

La legge, oggetto di un vivace dibattito, è già stata approvata dalla camera; al senato è oggetto di un’intensa azione di lobbying da parte degli editori, contro la quale si sta sottoscrivendo una petizione – consultabile e firmabile qui – di cui ha parlato anche Le Monde.

I fatturati dei principali editori internazionali al vaglio dell’EPRIST

L’EPRIST,  l’associazione francese che raccoglie i responsabili dell’informazione tecnico-scientifica delle istituzioni pubbliche di ricerca in Francia,  ha pubblicato qualche giorno fa un’analisi sui principali editori scientifici mondiali partendo dai fatturati 2015 resi pubblici nel mese di febbraio.
Con questo studio EPRIST continua la sua campagna di sensibilizzazione e di presa di coscienza delle comunità scientifiche sui costi dell’editoria scientifica commerciale.
Lo studio è scaricabile in PDF qui.

Tim Gowers: “Gli accademici possono pubblicare riviste di ottima qualità senza ricorrere a mediatori commerciali”

LSE Impact ha riportato una breve intervista a Timothy Gowers,  vincitore di una medaglia Fields per  la matematica, a proposito della rivista Discrete Analysis – un overlay journal che insiste sull’ArXiv.

La sua idea, già praticata – ma marginalmente – anche in Italia,  consiste nella separazione della pubblicazione dalla valutazione. L’articolo già pubblico su ArXiv viene sottoposto a referaggio e segnalato da un redattore della rivista, che lo illustra e spiega perché vale la pena leggerlo. In questo modo, oltre alla possibilità di accedere al testo già offerta da Arxiv, si ottengono altri due vantaggi:

  1. per i lettori, un servizio gratuito di segnalazione e di selezione;
  2. per gli autori, la possibilità di pubblicare in una rivista ad accesso aperto a revisione paritaria senza pagare nulla all’editore, semplicemente perché l’editore non c’è più.

Gowers spiega che anche qualora  la sua intrapresa risultasse nel lungo termine economicamente insostenibile, per finanziare il  suo sito non avrebbe bisogno di chiedere agli autori più di 10 dollari per articolo – assai di meno, dunque, della migliaia di euro pretese dagli editori commerciali.  Al momento, però, agli autori non viene chiesto nulla.

La pubblicazione, inoltre, non ha i tempi morti delle riviste tradizionali. Un overlay journal non ha bisogno di numeri: appena un articolo è maturo per la segnalazione, viene segnalato: “I want to be aggressively modern. I want to use the internet properly – when you’ve got something, you post it”.