Open research data (Bologna 18-19 novembre): streaming

La conferenza Open research data: creating bridges for Open Science – Open CON2015 satellite event (Bologna 18 novembre ore 9.45-17.00) potrà essere seguita in streaming alla URL

http://streaming.cineca.it/DefaultPlayer/div.php?evento=open_science

e su Twitter con gli hashtag #opencon_italy #openaccess #opendata.

Il corso del giorno successivo, Data Management Plans: principles and practice (Bologna 19 novembre ore 9.45-17.00) potrà essere seguito dal medesimo indirizzo, nonché su Twitter con gli hashtag  #opendata #openscience.

Accesso aperto: un futuro senza riviste?

Il numero d’esordio della rivista Nordic Perspectives on Open Science ospita un dialogo fra Jean-Claude Guédon e Thomas Wiben Jensen dedicato alla scienza nelle discipline umanistiche. Si tratta di un testo molto interessante, perché,  partendo da questioni quotidiane, si apre a un orizzonte temporale più ampio. Una sua sintesi critica in italiano è disponibile qui.

Da “Lingua” a “Glossa” – senza Elsevier

Gli editor di Lingua hanno scritto una lettera a Elsevier per chiedere il passaggio della rivista all’accesso aperto, un abbassamento degli APC a non più di 400 euro, la permanenza del copyright nelle mani dell’autore, il trasferimento gratuito della proprietà della testata al gruppo dei redattori e la facoltà di cambiare editore con un preavviso di sei mesi, nonché una licenza cc-by per tutti gli articoli pubblicati da quel momento in poi.

Elsevier si è rifiutata, attribuendo a se stessa, a quanto pare falsamente, il merito di aver fondato e portato la rivista alla sua attuale autorevolezza, e dichiarando di non potersi permettere di rinunciare al suo investimento.

Gli editor le hanno risposto dimettendosi in massa per fondare Glossa. Il loro gesto sta  ricevendo numerosi appoggi: qui, per esempio, si può leggere la dichiarazione dell’APLU; questa, invece, è una petizione promossa da LingOA. L’interesse degli autori a essere letti, l’interesse dell’umanità a leggerli, deve  – e può – prevalere sull’interesse degli oligopoli editoriali a un profitto sempre più sproporzionato rispetto ai servizi che offrono.

Un  resoconto della copertura mediatica della vertenza può essere trovato qui. La replica di Mike Taylor all’affermazione di Elsevier per la quale APC di 400 euro non sarebbero sostenibili merita però di essere letta integralmente.

Webinar: SCOAP3 Forum (18 novembre 2015)

Il 18 novembre 2015 si terrà lo SCOAP3 Forum organizzato dall’Executive Committee di SCOAP3.

L’incontro illustrerà l’impatto di questa iniziativa  dopo circa 2 anni dal suo lancio. Si parlerà dei benefici che  ne hanno tratto i soggetti interessati; del modo in cui biblioteche, editori, ricercatori, laboratori ed enti finanziatori della ricerca nella fisica delle particelle hanno cooperato, per ottenere la pubblicazione ad accesso aperto con licenza CC BY di più di 8000 articoli, di cui oltre 1000 con autori italiani.

In particolare, si discuterà del modello APC di SCOAP3,  della risposta degli editori e degli effetti dell’iniziativa su biblioteche e ricercatori.  A ogni presentazione seguirà una sessione di domande e risposte.

Per quanto concerne l’orario, è possibile scegliere fra due sessioni:

  • Session 1 Central European Time 09:00 am – 11:00 am
  • Session 2 Central European Time 05:00 pm – 07:00 pm

Chi desidera assistere a una sessione deve registrarsi al seguente indirizzo:

https://attendee.gotowebinar.com/rt/1410064659310719746

È consigliabile connettersi un po’ prima dell’inizio della propria sessione: potrebbe infatti essere necessario predisporre il proprio browser tramite l’installazione di un plugin.

Open research data: condivisione della ricerca e scienza aperta (Bologna, 18-19 novembre 2015)

Quale valore ha la condivisione dei dati nel contesto della Open Science? Come posso rendere aperti i miei lavori e i miei dati? Come posso gestire correttamente i datasets Come si compila un Data Management Plan?

A queste ed altre domande tenteranno di rispondere le due giornate di dibattito e formazione previste a Bologna per il 18 e 19 novembre 2015 presso il Centro congressi CNR, in via Gobetti 101.

Open research data: creating bridges for Open Science (18 novembre) è il primo appuntamento, dedicato in particolare ai docenti giovani ricercatori, con la partecipazione di Peter Murray-Rust, professore emerito di Chimica a Cambridge, attivo sostenitore della Open Science e ideatore di strumenti per l’uso dei dati aperti, ed Erin McKiernan, giovane ricercatrice in neuroscienze che ha fatto dell’openness il paradigma della sua ricerca. Sono previste due relazioni e due momenti di condivisione e confronto sui temi della scienza aperta. Il pomeriggio sarà invece dedicato a come fare Open Access e Open Science in pratica, con largo spazio alle domande dei ricercatori presenti.

La giornata del 18 novembre e’ un evento satellite della Conferenza internazionale OpenCon 2015, Empowering the next generation to advance. Open Access, Open Education and Open data..

La seconda giornata, Data Management Plans: principles and practice (19 novembre) è dedicata ai tecnici che si occupano della gestione e metadatazione dei set di dati, in particolare bibliotecari e personale degli uffici ricerca. Alle due brevi introduzioni di Peter Murray-Rust ed Erin McKiernan seguirà un corso pratico di quattro ore a cura di Sarah Jones, del Digital Curation Centre di Glasgow, punto di riferimento europeo.

Le due giornate saranno in inglese.

La partecipazione è gratuita ma è necessario registrarsi.

Programma dettagliato e moduli di registrazione si trovanoqui sotto:

  1. Open research data (18 novembre)
  2. Data management plans (19 novembre)

Le giornate sono organizzate da Università di Torino, Università di Parma, Università di Bologna, CNR Area della ricerca di Bologna, ISMAR CNR, con il patrocinio di AISA – Associazione italiana per la promozione della scienza aperta e di APRE – Agenzia per la Promozione della ricerca europea, e  in collaborazione con OpenAIRE.

Per informazioni: elena.giglia@unito.it

Open Access Week: il contributo dell’università di Milano

La Statale di Milano contribuisce alla settimana internazionale dell’Open Access con un video in cui alcuni ricercatori raccontano le loro esperienze con  la policy di Ateneo, la via verde e la via d’oro, ma soprattutto riflettono in merito al “gigantesco dibattito su cosa voglia dire fare ricerca e quali debbano essere gli interlocutori reali”.

Il video è frutto della collaborazione fra l’Archivio istituzionale della ricerca, la Biblioteca di Chimica e il Centro per le tecnologie e la didattica.

Petizione LERU: “gli editori scientifici devono offrire un accesso aperto più equo e trasparente”

La petizione della LERU ha ricevuto una notevole attenzione sia da parte del commissario europeo per la ricerca, la scienza e l’innovazione Carlos Moedas, sia, e soprattutto, da parte del governo olandese, che si appresta, sulla scorta della sua esperienza interna, a farne una questione prioritaria per il suo ormai prossimo turno di presidenza del consiglio dell’Unione Europea nel primo semestre del 2016. Lo annuncia il commissario stesso in una recentissima dichiarazione congiunta con il sottosegretario olandese all’istruzione, alla cultura e alla scienza Sander Dekker.

LERU: “Christmas is over. Research funding should go to research, not to publishers!”

La LERU promuove una petizione che denuncia:

  • i prezzi altissimi degli abbonamenti alle riviste, già avvertiti come insostenibili, nel 2012, da una università come Harvard,  e proporzionalmente ancor più gravosi per gli atenei europei;
  • la prassi di imporre APC (Article Processing Charges)  che ammontano, in media, a € 2000,  pagati con i fondi di ricerca degli autori che desiderano rendere ad accesso aperto i propri articoli.

I finanziamenti alla ricerca dovrebbero finanziare la ricerca: non editori il cui margine di profitto veleggia attorno al 35%. La scopo della petizione, che può essere sottoscritta da individui e istituzioni, è stimolare la Commissione europea a governare la transizione all’accesso aperto in modo da por rimedio alle  distorsioni attuali.