Video e slide dei tre webinar di giugno, luglio e ottobre 2015 sono ora disponibili qui. Il materiale comprende anche una presentazione del progetto europeo PASTEUR4OA curata da Federico Morando.
Open research data: condivisione della ricerca e scienza aperta (Bologna, 18-19 novembre 2015)
Quale valore ha la condivisione dei dati nel contesto della Open Science? Come posso rendere aperti i miei lavori e i miei dati? Come posso gestire correttamente i datasets Come si compila un Data Management Plan?
A queste ed altre domande tenteranno di rispondere le due giornate di dibattito e formazione previste a Bologna per il 18 e 19 novembre 2015 presso il Centro congressi CNR, in via Gobetti 101.
Open research data: creating bridges for Open Science (18 novembre) è il primo appuntamento, dedicato in particolare ai docenti giovani ricercatori, con la partecipazione di Peter Murray-Rust, professore emerito di Chimica a Cambridge, attivo sostenitore della Open Science e ideatore di strumenti per l’uso dei dati aperti, ed Erin McKiernan, giovane ricercatrice in neuroscienze che ha fatto dell’openness il paradigma della sua ricerca. Sono previste due relazioni e due momenti di condivisione e confronto sui temi della scienza aperta. Il pomeriggio sarà invece dedicato a come fare Open Access e Open Science in pratica, con largo spazio alle domande dei ricercatori presenti.
La giornata del 18 novembre e’ un evento satellite della Conferenza internazionale OpenCon 2015, Empowering the next generation to advance. Open Access, Open Education and Open data..
La seconda giornata, Data Management Plans: principles and practice (19 novembre) è dedicata ai tecnici che si occupano della gestione e metadatazione dei set di dati, in particolare bibliotecari e personale degli uffici ricerca. Alle due brevi introduzioni di Peter Murray-Rust ed Erin McKiernan seguirà un corso pratico di quattro ore a cura di Sarah Jones, del Digital Curation Centre di Glasgow, punto di riferimento europeo.
Le due giornate saranno in inglese.
La partecipazione è gratuita ma è necessario registrarsi.
Programma dettagliato e moduli di registrazione si trovanoqui sotto:
- Open research data (18 novembre)
- Data management plans (19 novembre)
Le giornate sono organizzate da Università di Torino, Università di Parma, Università di Bologna, CNR Area della ricerca di Bologna, ISMAR CNR, con il patrocinio di AISA – Associazione italiana per la promozione della scienza aperta e di APRE – Agenzia per la Promozione della ricerca europea, e in collaborazione con OpenAIRE.
Per informazioni: elena.giglia@unito.it
#PisaOA2015: Abstract e slide degli interventi
Chi desidera parlare della nostra conferenza di domani su Twitter può usare l’hashtag #PisaOA2015. Stiamo aggiungendo qui gli abstract degli interventi, man mano che arrivano. Le slide invece verranno via via rese disponibili sull’archivio Marini.
Open Access Week: il contributo dell’università di Milano
La Statale di Milano contribuisce alla settimana internazionale dell’Open Access con un video in cui alcuni ricercatori raccontano le loro esperienze con la policy di Ateneo, la via verde e la via d’oro, ma soprattutto riflettono in merito al “gigantesco dibattito su cosa voglia dire fare ricerca e quali debbano essere gli interlocutori reali”.
Il video è frutto della collaborazione fra l’Archivio istituzionale della ricerca, la Biblioteca di Chimica e il Centro per le tecnologie e la didattica.
Petizione LERU: “gli editori scientifici devono offrire un accesso aperto più equo e trasparente”
La petizione della LERU ha ricevuto una notevole attenzione sia da parte del commissario europeo per la ricerca, la scienza e l’innovazione Carlos Moedas, sia, e soprattutto, da parte del governo olandese, che si appresta, sulla scorta della sua esperienza interna, a farne una questione prioritaria per il suo ormai prossimo turno di presidenza del consiglio dell’Unione Europea nel primo semestre del 2016. Lo annuncia il commissario stesso in una recentissima dichiarazione congiunta con il sottosegretario olandese all’istruzione, alla cultura e alla scienza Sander Dekker.
LERU: “Christmas is over. Research funding should go to research, not to publishers!”
La LERU promuove una petizione che denuncia:
- i prezzi altissimi degli abbonamenti alle riviste, già avvertiti come insostenibili, nel 2012, da una università come Harvard, e proporzionalmente ancor più gravosi per gli atenei europei;
- la prassi di imporre APC (Article Processing Charges) che ammontano, in media, a € 2000, pagati con i fondi di ricerca degli autori che desiderano rendere ad accesso aperto i propri articoli.
I finanziamenti alla ricerca dovrebbero finanziare la ricerca: non editori il cui margine di profitto veleggia attorno al 35%. La scopo della petizione, che può essere sottoscritta da individui e istituzioni, è stimolare la Commissione europea a governare la transizione all’accesso aperto in modo da por rimedio alle distorsioni attuali.
I convegno annuale Aisa: Pisa 22-23 ottobre 2015
La locandina del primo convegno annuale dell’Aisa è ora disponibile qui.
EC Workshop on Alternative Open Access Publishing Models
Si tratta di un incontro organizzato dalla Commissione dell’UE per il prossimo 12 ottobre. Può essere seguito anche in streaming e su Twitter. Tutti i dettagli sono visibili qui.
Per una repubblica digitale: una raccomandazione del CNRS francese sulla libertà degli articoli scientifici
Lo stato francese ha aperto una consultazione pubblica on-line a proposito di un progetto di legge per una repubblica digitale (projet de loi pour une République numérique – Digital republic bill) il cui scopo è governare i cambiamento sociali, culturali, amministrativi e politici conseguenti alla rivoluzione digitale, in modo da disegnare una società conforme ai principi repubblicani di liberté, égalité et fraternité.
Il consiglio scientifico del CNRS si è espresso con una raccomandazione (tradotta anche in inglese) la quale riafferma due principi fondamentali:
- la scienza è un bene comune dell’umanità che non può venir sequestrato abusivamente da parte di interessi privati;
- l’accesso libero ai risultati dell’attività scientifica (pubblicazioni, dati di ricerca, metadati, servizi a valore aggiunto) non può essere ostacolato senza rimettere in questione lo sviluppo stesso della scienza.
Sulla base di questi principi, il consiglio manifesta la sua preoccupazione in merito alla durata eccessiva del cosiddetto embargo, che nel disegno proposto è di 12 mesi per le scienze naturali e di 24 per quelle umane, in luogo dei 6/12 mesi raccomandati dall’UE e vigenti in stati come la Germania, la Gran Bretagna, il Canada e gli USA.
Le modifiche suggerite dal CNRS al disegno di legge francese riguardano l’articolo 9, dedicato all’accesso libero alle pubblicazioni della ricerca pubblica, e sono visibili sul sito della consultazione, qui. Chi desidera sottoscriverle deve semplicemente registrarsi e votarle: per farlo non è necessario essere cittadini francesi.
Ecco una traduzione dell’articolo come emendato dal CNRS:
I. Quando un testo scientifico, derivante da un’attività di ricerca finanziata almeno a metà da fondi pubblici, è pubblicato in un periodico, in un’opera che esce almeno una volta all’anno, in atti di convegni o simposi, o in raccolte miscellanee, i diritti di sfruttamento sono cedibili alle condizioni menzionate nella sezione prima del capitolo II del titolo III del Libro I del codice della proprietà intellettuale. In special modo, non possono in nessun caso essere ceduti all’editore a titolo esclusivo. Inoltre, il suo autore ha il diritto di mettere gratuitamente a disposizione in formato digitale, con la riserva del diritto di eventuali coautori, l’ultima versione del suo manoscritto accettata dall’editore, con l’esclusione del lavoro di formattazione a carico di quest’ultimo, con una dilazione che non può superare i sei mesi per le discipline scientifiche, tecniche e mediche e i dodici per le scienze umane e sociali, a partire dalla data della prima pubblicazione. Infine devono essere liberamente accessibili i dati necessari al text and data mining [N.d.T. La fouille de texte et de données dell’originale francese corrisponde a quanto in Italia è noto come text and data mining]
II. Le disposizioni del presente articolo sono d’ordine pubblico e ogni clausola a esse contraria è considerata nulla. Non si applicano ai contratti in corso.
La proposta del CNRS francese è simile – nel suo intento di proteggere il diritto dell’autore dal sequestro editoriale – alle leggi attualmente in vigore in Germania e in Olanda e si discosta invece significativamente da quella italiana.
L’uso dell’espressione “diritto” indica che si tratta di qualcosa di più di un’eccezione all’esclusiva. È un passo avanti importante, meritevole di essere imitato.
OECD Report “Making Open Science a Reality”
Si segnala la recente pubblicazione del Report dell’OECD intitolato Making Open Science a Reality
Informazioni e link all’URL dove è possibile scaricare il documento qui:
https://www.innovationpolicyplatform.org/content/open-science